— Ma io, veramente, non saprei. Spiegati meglio, ti prego.
— Ecco qua. Noi, per esempio, amici intimi e al fatto d’ogni cosa, possiamo parlare benissimo di ciò che l’affligge. In questi primi tempi è anzi necessario, per non parerle ipocriti, salvo il diritto di non parlargliene più fra un mese. Ma con noi, intanto, ella si può sfogare; non ha almeno da contenersi, quando certe cose le tornano a mente. Gli altri, anzi le altre (perchè son sempre donne!) si pigliano il gusto matto di portarle notizie e particolari ch’ella deve accogliere sorridendo, come cose che non la toccano. Ora, tu immagini, Montegalda, com’ella debba soffrire. Tutte sanno che Massimo le faceva la corte, e già tutte, finito l’anno di lutto, s’aspettavano l’annunzio del matrimonio. Bella impresa, in fede mia! — esclamò il cavaliere, con accento sarcastico. — Ma passiamo pure su ciò! Sapevano tutto, ti dicevo; ed ecco, ora che il signorino è partito, fingono tutte di non sapere più nulla, e in mezzo a tutti i fatterelli della cronaca quotidiana, a tutti i pettegolezzi della high life, le sciorinano anche quello del rapimento operato dalla biondina di Nuova York. Ti dico, è una cosa intollerabile. Bisognerà provvedere. È da amici provvedere.
— Provvederemo; — disse Almerico. — Ci vai, questa sera?
— Sicuro.
— Ebbene, ci verrò anch’io. A che ora?
— Ma!... intorno alle sette.
— Benissimo; alle sette in punto sarò dalla duchessa.
— Bravo! — disse il cavaliere Buonsanti.
— Che! ti ringrazio di avermi dette queste cose; — ripigliò Almerico. — Io non vedevo l’utilità della mia povera persona in queste faccende. Si può essere ignoranti, o sbadati, fino a questo segno, non è vero? — soggiunse egli, col suo sorrisetto malinconico. — Specie quando non si crede di essere necessari in alcun luogo! Eppure, lo vedo bene, ognuno è necessario la parte sua, quando si tratta di porgere una consolazione, o solamente di recare un sollievo pur che sia.
— Bravo! — ripetè il cavaliere, stringendo la mano di Almerico. — Tu sei un galantuomo. Perdonami se ti ho fatto perdere un tempo prezioso, con le mie chiacchierate. Ma anch’io, vedi, anch’io cedo all’opinione volgare, che le cose del paese, ci si lavori o no, vadano sempre ad un modo.