— Grazie, barone! Ma dovete contentarvi così. Anche Roma, di cui mi portate i gentili rimproveri, dovrà abituarsi a non vedermi per un pezzo.

— E perchè? — domandarono ad una voce i fratelli Siamesi.

— Perchè partirò presto, — rispose Serena. — Tutti questi giorni che non mi avete veduta, li ho dedicati ai miei preparativi.

— Ah, è dolorosa! — esclamò Paolo. — Ci lasciate?

— E dove andrete, se è lecito saperlo? — domandò Pietro. — Siamo ancora d’inverno. Andrete al sole, m’immagino. A Napoli, non è vero?

— Anche a Napoli; — rispose la duchessa, seccata.

— Fate bene, signora. Ci andremmo tanto volentieri anche noi. Ieri l’altro c’è andato Memmo Savelli.

— Anche Nino Mattei doveva partire quest’oggi per Napoli; — disse Paolo. — Tutti vanno a Napoli, imitando l’esempio del nostro amico Massimo di Riva. Pare che sia la moda, quest’anno.

— Ah, se è la moda, non ci andrò più io; — disse Serena, con un risolino stentato.

— E perchè? — domandò Paolo. — Non ne siete voi la regina?