Il suo fare m’andava sempre più a genio, e, per non aver aria di dargli tosto commiato ed anche per offrirgli agio a dirmi in qual guisa potessi tornargli utile, entrai a fargli qualche dimanda a mia volta.

— Il vostro nome?

— Bob.

— Roberto, dunque.

— Sì, Roberto; ma i miei compagni mi dicono Bob, il che riesce più spiccio.

— Avete navigato a lungo?

— Sì, parecchio tempo, sulle galere del re.

— Come gentiluomo di poppa — diss’io che avevo notato pur dianzi le sue mani bianche e leggiadre.

Diede egli un subbalzo a quelle inaspettate parole e mi guardò con un piglio tra maravigliato e scontento.

— Messere — proseguii, rispondendo alla muta dimanda de’ suoi occhi — le vostre mani vi accusano. —