— Or bene, la Ventura è ai cenni vostri; rimanete fin d’ora, non passeggiero, ma ospite.
— Ma... — aggiunse egli, mentre s’era inchinato per rendermi grazie — io non vi ho detto ogni cosa.
— Che altro?
— Non sarei solo — rispose.
— Ah capisco, — esclamai sorridendo — la dama!
— Sì, una dama che condurrei meco; ma non già quale l’argomentate, sibbene la più caramente diletta delle sorelle. Uditemi, messere, — proseguì Roberto abbassando la voce, quasi temesse d’essere udito dalla ciurma — la è una dolente storia, la nostra. Non ho che lei, di mia casa, e per nissuna cosa al mondo mi ridurrei a farla infelice; Edoardo, il nostro graziosissimo re, che Dio guardi, ha giurato che ella andrà in moglie ad un potentissimo barone di questa contea, che l’ha veduta e n’è fieramente invaghito. Ella abborre da queste nozze e il Plantageneto vuol contentare il suo cortigiano, su cui fa assegnamento grande per l’impresa di Francia, la quale, come non vi sarà ignoto, sta per essere mandata innanzi colla maggior diligenza e vigore. Ed eccovi perchè io tremo, perchè tento di fuggire, io, involto nella sventura che il feroce amore di un possente chiamò sulla nostra famiglia, io, minacciato della prigionia se non userò la mia autorità di fratello, di padre, in obbedienza ai comandi reali; ed ecco perchè mi rivolgo a voi per aiuto, anzichè ad un suddito d’Inghilterra. La vostra nave mi è apparsa ieri come una tavola di salvezza ad un naufrago. Che altro vi dirò? Ve ne supplico in nome della donna che amate, calateci sulle rive di Francia e abbiate la mia gratitudine eterna e quella di Anna.
— Anna! — gridai. — È il nome di mia madre. Messere, io ve lo ripeto, la Ventura è ai cenni vostri. Non avevo deliberato di toccare la Francia, ma infine, farò di contentarvi anche in ciò, sebbene non ci sia donna innanzi a cui io possa aver merito di un’opera buona.
— Non amate voi?
— Amo, sì, amo quanto si possa amare in terra, ma senza essermi appressato mai alla donna dei miei pensieri e senza speranza alcuna di vederla più oltre. Vi fa meraviglia? Noi, scorridori dell’onde, ci abbiamo di questi amori sconsolati, stelle lucenti che ci guidano inconscie nella solitudine dei mari e nell’orrore delle tempeste. Ma non parliamo di me; quando v’imbarcherete?
— Voi partite domani a sera, diceste?