Barellavo a guisa di briaco, tanta era la piena de’ miei tumultuosi pensieri. Mi piantai sulla spalliera, davanti al tendaletto di poppa, donde, per le commessure dell’intavolato, trapelava un filo di luce. Ella si dispone al riposo, pensai, e vigilo io i suoi sonni! Fu quello un dolce momento, pieno di caste voluttà, di leggiadre fantasie, di soavi speranze. Così pochi io ne ho gustati in vita mia, che il ricordo di quella notte di gaudio, tutta fragranza e splendori, mi rimarrà sempre scolpito nel cuore.

Il vento, seguendo il corso del canale, ci soffiava in fil di ruota; la qual cosa è poco propizia alla navigazione delle galere, fornite come sono di due grandi vele latine, l’una avanti l’altra, epperciò soventi volte disutile. Ed io, per guadagnar cammino, feci voltare le antenne di maestra e di trinchetto, l’una a destra e l’altra a mancina; il che dicesi nella lingua marinaresca far le orecchie di lepre. Per tal modo, da ogni banda del legno sporgeva in basso il carro d’un’antenna e in alto si drizzavano opposte due penne, raccogliendo quanto più poteano di vento. E la galera, obbediente al cresciuto impulso, trabalzò immergendo allegramente lo sprone nei flutti.

Lanzerotto era venuto presso di me, siccome soleva. Pieno la mente di lei e schivo d’ogni discorso che non si riguardasse a lei, mi feci a chiedergli i particolari della sua impresa alla riva degli Ontàni.

«Ci siam giunti in sul bruzzo — mi rispose il buon Lanzerotto — e insino al meriggio non ci ho visto anima nata. Capitarono certi pescatori; ma siccome anche noi facevamo le viste di pescare, non ci badarono più che tanto, e così passò la giornata. Al cader del sole, giunse il vostro gentiluomo, ansimante, smanioso, chè la febbre se lo divorava ad occhi veggenti, ed io non sapevo come chetarlo colle mie grame ragioni. Basta, si udì finalmente il galoppo di due cavalli e poco stante apparve frammezzo agli alberi la dama con un suo famigliare.

— Siete voi, Anna? — gridò messere Roberto.

— Sì — rispose ella, nell’atto che smontava, aiutata da lui.

— Nessuno vi ha veduti?

— No, giunti fuor della porta abbiamo spronato a questa volta; ma più tardi, quando mi cercheranno, Dio mio!...

— Non temete, Anna, sorella mia, saremo al largo fra breve. Non è egli vero, Lanzerotto?

— Sicuro! — risposi, — ma i fatti debbono andare innanzi alle parole. Infine, entrato messer Roberto e la dama nel palischermo, restava il valletto, che non era altrimenti un valletto.