— Fuor del canale, madonna. Vedete, là a manca sull’orizzonte, cominciano a nereggiare le vette dell’alpestre Cornovaglia. Bel dono, per verità, che re Edoardo ha fatto al principe Nero!

Infatti, pochi anni addietro, il Plantageneto aveva eretto il paese di Cornovaglia in ducato e datane l’investitura a suo figlio. In Inghilterra dicevasi questo un assai magro presente, ed io avevo tirata in mezzo la storia, per isvagar l’animo della gentildonna e dar giro più lieto al discorso. Ma ella non si distolse perciò dalla sua cura.

— Siamo ancora troppo vicini a Bristol! — notò, sospirando.

— Ah, non temete per questo; — ripigliai — chè la mia nave vi perderà anche troppo presto. In due giorni, se questo buon vento ci assiste, toccheremo il lido di Bretagna.

Macham giungeva in quel mezzo sulla spalliera, tutto meravigliato e confuso che io non avessi toccato per quella notte il mio rancio, laddove egli avea fatto un lunghissimo sonno. Egli, per altro, era vissuto in tali angustie per parecchi giorni, che il corpo avea pur voluto la sua parte di riposo; ma quind’innanzi, proseguiva, non avrebbe più consentito che vegliassi io solo al carico della loro salvezza.

— Ad ognuno l’ufficio suo! — risposi sorridendo, anche nell’intento di precorrere le condoglianze ed i ringraziamenti d’Anna. — È del padrone l’aver cura del suo legno. Quante notti non ho io vegliate oramai, e senz’avere un carico tanto prezioso, come ora? Venite, madonna, se non vi spiace, a visitar questa nave, ove voi siete signora. —

Ella accettò il mio invito e, poggiato il guanto sul mio braccio, discese nella corsìa. Nè il sostegno era inutile, perocchè agl’impulsi del vento il mare fiottava, e la galera dava un tal poco di beccheggio. A lei trepidante io venivo spiegando come ciò fosse nulla, e frattanto il premere di quel guanto, il lieve stringersi di quel braccio sul mio, mi faceva divampare il sangue nelle vene, e avrei amato che quel viaggio da poppa a prora non fosse più mai per finire.

La tolda era gaia a vedersi per quel suo brulicame operoso di gente. Parte de’ marinai, sotto la vigilanza del còmito, si affaticavano al governo delle vele, parte attendevano a ripulir la coperta e a preparare il pasto della mattina, mentre la ciurma, uscita da’ suoi covi, stava mettendo in ordine i remi, per essere pronta ad ogni cenno di voga. Allorquando la gentildonna passò lungo la corsìa, fu un moto di curiosità, un bisbiglio, un fremito di ammirazione, che gli aguzzini si affrettarono a chetare dietro di noi con severe parole.

— Schiavi! — esclamò ella con accento di dolce mestizia.

— Sì, madonna — risposi — ma così vogliono essi. La Ventura non porta prigionieri, costretti al servizio del remo, ma soltanto buone voglie, chè in tal guisa si chiamano coloro i quali volontariamente si profferiscono.