— Oh! che dite voi mai? — interruppe ella, con accento di dolce rimprovero.
— Eppure — proseguii — essa è l’isola più bella di questi mari, sorrisa dal cielo più clemente, non contristata dalla presenza degli uomini, i quali la insanguinerebbero coi loro sdegni feroci, ricca d’acque limpide e fresche, di frutti soavi e di più soavi fragranze. Vedete, madonna; incominciano a nereggiare le selve stupende che le meritarono il nome; tra poco, essendo qui eterna la primavera, sentirete i grati effluvii di quel giardino incantato.
— Questo — notò ella sorridendo — è più degno di voi, che volete farvi ruvido e non siete.
In tal modo ella cercava di temperare la mala impressione fatta sull’animo mio dalle sue prime parole e di stillarmi in pari tempo un po’ di dolce nel cuore. Divina creatura! Si chiudevano nel suo seno tesori di pietà, che pur troppo non hanno fatto migliore quest’indole fiera e selvaggia. Ma se un affetto felice può soventi volte rinfrancare uno spirito infermo, un amor disperato intorbida mai sempre il sangue e lo attossica.
Intanto che così parlavamo, la galera, correndo a gonfie vele e a piena voga di remi, si avvicinava all’isola, che dal lido infino alle vette appariva tutta una selva di alberi giganteschi. Dei marinai, che intendevano alla manovra, già alcuni l’avevano ravvisata a lor volta, come quelli che da più anni erano ai miei servigi ed avevano corso meco que’ mari.
— L’isola del Legname, non è egli vero, messere?
— Sì, quella! Lesti ad imbrogliare le vele quando svolteremo la punta, poichè si va a dar fondo nel porto che già conoscete.
Tutti allora affaccendati a chiedersi, a ripetersi scambievolmente il nome di quella terra promessa. — Madeira! — gridò uno di essi, che era portoghese, voltando nella sua lingua la parola italiana.
— In che punto del mare è dessa? — chiese Anna allora.
Io feci un cenno a Lanzerotto, che fu pronto a scendere nella mia camera, e tornò poco stante col mio portolano, libricciuolo dalle carte di pergamena, su cui erano delineate tutte le coste dei mari conosciuti. Ivi, aiutata dalle indicazioni del mio còmito, ella potè riscontrare la sua Inghilterra, le spiaggie occidentali di Europa infino allo stretto di Septa, e, più al largo sull’Atlantico, l’isola a cui eravamo vicini, col nome impostole da’ suoi scopritori.