Rasentavamo, salendo, il corso d’un fiumicello. L’isola ne ha otto, se ben ricordo, copiosi d’acque limpide e fresche. Giunti in un certo punto, si diradò la boscaglia, che scendeva sino al margine dell’onda, intrecciando da riva a riva i suoi rami, e ci si offerse allo sguardo il lieto spettacolo di un vastissimo prato, lussureggiante, per forse due tratti di arco, di colma verzura, e chiuso intorno intorno da una selva di lauri. Lo partiva per mezzo, scorrendo placidamente in un letto di finissima rena, un tortuoso ruscello, le cui scaturigini si vedeano più lunge cadere dal sommo d’una rupe, rotte in argentei zampilli e coronate dall’arco dell’iride. E là, in mezzo a quel prato, poco lunge dal ruscello, solitario e gigante, sorgeva un cedro, che vi pareva messo a bella posta per rompere la cheta uniformità dell’ampio recinto. La natura precorre l’arte, e ciò che questa s’argomenta di creare è mai sempre un’imitazione dei miracoli di natura.
Un grido di ammirazione ruppe dai nostri petti a quella stupenda veduta. Colà e non altrove bisognava far alto; intanto, così divezzi dalla terra per lunga sequela di giorni, già sentivamo un tal po’ di stanchezza. Però, fatti ancora un dugento passi, andammo a sederci all’ombra ospitale del cedro.
— Sarebbe pur bello di viver qui, — sclamò Anna, rapita, — eternamente qui!
— Da voi dipende, madonna, — le dissi. — Del resto, non temete che si abbia a partir subito da questo luogo incantato; per qualche tempo ci bisognerà rimanervi.
— Perchè? — dimandò Macham. — Non rimetteremo domani alla vela?
— E come? — diss’io di rimando — come lo potremmo noi, dopo tanti giorni di tempesta? La galera ha patito gran danni e occorrerà ristoppare qua e là, fermar tavole sconnesse, altre cambiare a dirittura, segnatamente nel castello di poppa, che più ha sentito della furia del mare.
— Sì, sì; — aggiunse Anna — ed anche noi abbiamo mestieri di posarci, di respirare, di raccogliere i nostri pensieri.
— E sia — conchiuse Roberto. — Quanti dì rimarremo?
— Dica Lanzerotto! — risposi brevemente, lasciando al caso di pronunziar la sentenza.
Per fermo il vecchio marinaio mi lesse nell’anima, poichè, rimasto alquanto sovra pensiero, rispose: