— Qui, dove io muoio.... un altare!

— Sì, non dubitate! — mi affrettai a dirle io, dando in uno scoppio di pianto.

— Grazie! — ripigliò la morente, sollevata da quella nostra promessa. — Qua le vostre mani, poveri amici che io lascio. Ma non vi accorate, non piangete così; ci vedremo ancora, ci vedremo lassù.

Furono queste le sue ultime voci. Le seguì un respiro affannoso, che parve poco stante calmarsi, nè più altro s’udìa nella camera, fuorchè il suono dei nostri mal rattenuti singhiozzi. Inginocchiati d’intorno a lei, strette le sue mani nelle nostre, rimanemmo tutta la notte in quella muta agonia. Io, non so quando, sentii la sua mano farsi di gelo; tuttavia non mi mossi, nè apersi le ciglia, intormentito com’ero, non potendo credere a ciò che pur troppo in quell’istante accadeva.

XII.

Il sole ci vide in quella postura, l’uno di rincontro all’altro, ispide le chiome, gli sguardi stravolti e non mutati in cuore da quelli di prima. Tratto un lembo del lenzuolo sul viso della morta, quasi temendo non avesse ella a scorgere ciò che stava per accadere, Macham piantò i suoi occhi torvi ne’ miei. Intesi che volesse dir quello sguardo, e mi alzai per uscir dalla camera; egli fu pronto a seguirmi.

Stanchi della notte vegliata, i miei uomini dormivano sui loro giacigli. Uscimmo all’aperto, io innanzi, egli sempre dietro di me, muti ambidue. Non so per qual tacito patto avvenisse; egli fu per avventura un memore istinto che ci guidava alla collina, e poco dopo giungevamo a quel medesimo luogo dove Anna mi aveva narrato de’ suoi voti, ahimè! dispersi dall’implacabile destino, e dove poscia ella era giunta, infelice creatura, a ricevere quell’ultimo colpo, che la sua pietà voleva risparmiato ad uno di noi.

Colà giunto, mi volsi. Macham del pari fe’ sosta.

— Che volete voi dunque? — gli chiesi.

— La vostra vita per quella di lei! — rugghiò egli feroce. — Lo avete confessato stanotte; potevate, senza danno, nè pericolo, rimettere alla vela il giorno dopo l’approdo, e quella donna era salva da morte. Ella vi ha perdonato, Gentile Vivaldi; io no. Voi morrete di mia mano; indi i vostri scherani mi sbranino pure, a me non importa.