Io, per me, mi accosto più volentieri a quest'ultima sentenza.

Frattanto quattro giorni passarono, quattro giorni segnati a nero dalla assiduità del Percy e di molti altri visitatori dei due sessi. E di Laurenti nessuna notizia; le sue finestre erano sempre chiuse.

Era proprio lui che essa aveva veduto, nel salire in carrozza? La donna gentile voleva dubitarne, ma non le veniva fatto. Tra pel buio della strada e per la fretta del salire, ella non lo aveva ben guardato; ma l'impressione che aveva risentito dalla vista di quel malinconico personaggio sul margine estremo della via, era stata così violenta da non consentire alcun dubbio intorno alla materiale presenza di Guido. Quella veduta aveva operato su lei come una corrente elettrica; ora una semplice rassomiglianza, un dubbio, avrebbero forse potuto far tanto?

Come a Dio piacque, venne il quinto giorno, e suonarono le due dopo il meriggio. La signora Argellani era seduta nel suo salotto col bruno Percy, e col duca di Marana che veniva per la seconda volta a salutarla, quando fu annunziato il signor Guido Laurenti.

Lascio pensare a voi quale effetto facesse, e segnatamente in quel punto, il semplice annunzio. Luisa tremò tutta; a Percy, memore delle ciarle altrui intorno al medico della signora, si strinse il cuore; solo il duca di Marana rimase tranquillo ad aspettare la comparsa del nuovo venuto.

Dopo dieci secondi, che bastarono a Percy e alla signora Argellani per ricomporsi, ma non già per avvedersi scambievolmente del loro turbamento, Laurenti apparve sull'uscio. Egli era pallido come la morte, severo nel portamento, accigliato nel viso, sicchè non parve più a Luisa quello di prima. E invero egli non era più quel Laurenti che col suo Virgilio tra mani si avanzava modesto pel sentieruolo della villa verso l'albero di pino, a' piedi del quale ella stava seduta; non era più quel Laurenti che le diceva un inno di amore cogli occhi, innanzi di volgerle la prima parola.

Questo mutamento vide Luisa nella occhiata fuggevole che volse a lui, mentre egli entrava con passo misurato nel salotto, volgendosi al canapè sul quale ella stava seduta. In quel viso sparuto, in quegli occhi affondati nelle orbite, ella lesse il lavorìo distruttore di un lungo soliloquio. L'amore, con tutti i suoi patimenti, con tutte le sue collere, trapelava da quel volto e da quegli sguardi severi.

E frattanto dovergli sorridere, come al più spensierato, al più gaio de' suoi visitatori! E frattanto dovergli rivolgere una di quelle parole in cui non si potesse indovinare l'accento della pietà, sorella dell'amore! Povera donna! Era quello un tristo momento per lei; o essere male intesa da lui, o sospettata dagli altri.

Mentre questi pensieri si agitavano confusi nella mente di Luisa, gli occhi di Percy e di Laurenti si scontrarono, acuti e gelidi come lame di pugnale; chè amendue si sentivano nemici implacabili e fatali.

—Finalmente!—esclamò Luisa, simulando il più gaio sorriso.—Ella è di ritorno, signor Laurenti?