—Ella in India?—proruppe Luisa; ma seppe frenar subito il ribollimento del sangue; di modo che, allorquando Laurenti volse gli occhi a lei per risponderle, non ebbe a notare che uno sguardo sereno e freddo, e quello sguardo gli gelò il cuore, dove accanto alla menzogna già stava per germogliare il rammarico di averla detta.
—Sì, in India, o signora. Mi è stata offerta una missione scientifica; ed era da ricusare o da accettare sui due piedi. L'ho accettata, e debbo per conseguenza recarmi ad Alessandria d'Egitto; di là fino al golfo Persico…
—Oh, non faccia questo viaggio senza visitar le rovine di Babilonia e di Ninive!—interruppe lo spagnuolo giramondo.—Quello è uno spettacolo mirabile, fecondo di commozioni, in mezzo alle quali l'antiquario diventa poeta.
—Certamente farò com'Ella mi consiglia, e vedrò anche Balsora e Bagdad, la città del califfo Arun Al Rascid, la culla meravigliosa delle Mille e una notti; poi m'imbarcherò per Bombay.
—Benissimo, e le raccomando, quando sarà a Bombay, di dare una scorsa fino ai templi d'Ellora. Felice Lei, signor dottore! Se le mie faccende non mi tenessero ancora per qualche mese in Europa, chi sa? mi salterebbe il ticchio di partire con Lei. Sono due anni da che ho lasciato que' paesi, e mi paion già mille.
—L'aspetterò a Madras, sulla costa del Coromandel;—rispose Guido che provava un amaro diletto a parlare di quel suo viaggio imminente, natogli pur dianzi nel cervello.
—Sta bene, siamo intesi. Io già ho sempre avuto in pensiero di tornarvi, e la sua presenza sarà un incentivo di più.
—E' pare—disse Luisa,—che nasca una grande amicizia tra il signor di Marana e il signor Laurenti!
—Sotto gli auspici di Vostra Mercede, come no?—rispose con galanteria il Marana.—Il dottore è un giovinotto come me, sebbene io ci abbia qualche anno più di lui; egli è un dotto, ed io un dilettante di scienze; ecco dunque pareggiati i conti fra noi due. Abbiamo, da quanto ho potuto intendere, i medesimi gusti, e perchè, se egli l'accetta, non gli profferirei la mia schietta amicizia?
—Grazie, signor di Marana!—soggiunse Guido commosso, mentre si alzava per stringergli la mano.—Quando Ella vorrà, vogliamo correre l'India da cima a fondo.