Gli era venuto in mente di chiedere al Giacomo se la signora Argellani fosse partita, e se gli avesse lasciato qualche cosa da dire a lui; ma si ritenne, parendogli poco conforme alla dignità del momento. Si vergognava anzi d'essersi lasciato cogliere in quel luogo, dando argomento a sospetti, e mostrando la sua debolezza alla gente.
Questo pensiero lo raffermò nel proposito di non chiedere nulla al Giacomo e di mettersi in mare senza parlargli di lei. Ella era partita senza mandargli un saluto; buon viaggio! Ella non si curava punto punto di lui; così doveva finire! Insomma, e' flagellò il suo cuore, lo stritolò, se mi è consentita la frase, sotto il martello della logica, e pari al fanciullo spartano a cui la volpe nascosta sotto la tonaca addentava le carni, compose il suo viso a noncurante alterezza.
Dopo essersi convenevolmente rassettato, uscì di casa per andare a salutare due o tre amici, i soli che s'avesse, e il lettore che rammenta il cominciamento di questa storia ricorderà, chi fosse uno tra essi.
—Dunque, te ne vai?
—Sì, parto stassera.
—Guido, gli è un acerbo dolore quello che ti spinge così lontano da noi…..
—Che!….. Parto perchè ho desiderio di vedere un po' di mondo.
Dolori, io? E per che cosa? Per chi?—
E tirò giù per cinque o sei minuti su questo metro; ma poi, tanto era l'affetto suo per l'amico, finì a confessare ogni cosa.
Quell'amico e gli altri più intrinseci che vide, gli tennero compagnia a pranzo. Ei non era più il Guido Laurenti de' tempi andati, severo ma tranquillo, pensieroso ma cortese negli atti e nelle parole. Tranquillo era in apparenza, ma il viso sparuto accennava i patimenti dell'anima; per consolare gli amici che erano tristi della sua partenza, rideva a sbalzi e celiava fuor del costume; ma la celia e il riso gli erano spesso interrotti da subitanei stringimenti di cuore, e allora gli si scombuiava il volto e pareva che tutte le facoltà vitali si raccogliessero di dentro, a soffocare, se pur veniva fatto, una cura, un'angoscia che voleva sopraffarlo.
Anche il dulcis amor patriae parlava in que' momenti supremi più forte nel cuor di Laurenti che non avesse mai fatto da prima. Ad ogni piè sospinto gli accadeva di fermarsi per raccogliere i suoi pensieri; ogni piazzetta, ogni crocicchio, dimandava un lungo sguardo di affetto; perfino certe faccie di viandanti, che gli erano un po' più dimestiche, gli facevano rallentare i passi. Persone e cose alle quali per lo innanzi non usava badare più che tanto; persone e cose che lo commovevano allora, come quelle che gli davano imagine della sua terra, della sua terra da cui si allontanava per sempre.