La signora Aurelia aveva pur ragione a maravigliarsi, dappoichè lo stato della Argellani non rispondeva punto al ritratto che le avevano dipinto i benevoli.
—Mia gentile Aurelia—le disse la signora Luisa, ricambiandola di atti cortesi—io ti ringrazio davvero della buona memoria che hai conservata di me.
(volume secondo)
—Che, che! Figurati se io non pensavo alla mia Luisa! Non ho potuto correre, come avrei pur voluto, prima d'ora, per tante cose che avrò a dirti più tardi. Già saprai che il Gigi è stato a letto anche lui parecchie settimane, pel suo solito male; poi i figli di mia sorella da rimandare in collegio, dove non volevano stare… Insomma ognuno ci ha le sue da contare. Ma finalmente eccomi qui! Come son lieta di vederti, la mia buona Luisa!
E così parlando con una volubilità straordinaria, la signora Aurelia stava girando e rigirando per tutti i versi, accarezzando e mettendosi sul cuore, le manine sottili della signora Argellani.
Laurenti era lì presso, in uno stato d'angustia che ognuno intenderà di leggieri. Egli già stava per mettere la mano sul suo cappello e prender commiato, allorquando la signora Argellani, vedendo come l'amica sua lo avesse già più volte guardato, si fece a dirle, accennandolo:
—Il dottore Laurenti, al quale io sono debitrice della vita.
—Ah!—esclamò la signora Perrotti, guardando fiso il giovine—sono lieta di conoscerlo. Signor dottore, se Ella ci risanerà la nostra bella Luisa, noi le vorremo un gran bene.
—Grazie—rispose Laurenti alzandosi, e facendo un inchino;—ma la signora Argellani risanerà, perchè è giovane e forte, ed io non ci avrò merito alcuno.
—Troppa modestia, signor dottore!—ripigliò a dire la Perrotti, in quella che stava notando il turbamento del giovine;—la gratitudine di tutti gli amici della mia bella Luisa, non può venir meno per simiglianti dichiarazioni. Ma sai, Luisa, che tu sei grandemente mutata? Tu mi sembri già fuori di convalescenza, e noi vogliamo vederti in mezzo a noi, senz'altro indugiare.—