—E allora perchè raccontarmi una frottola?—disse la caritatevole amica, con aria di chi faccia una domanda a sè stesso.—Or saranno due settimane, gli ho chiesto di te, ed egli mi ha risposto che stavi benissimo. Io perciò ho creduto che fosse stato a vederti. Ma guardate un po' che cavalieri, a' dì nostri! Non parlo per Lei, signor dottore; ma invero i signori uomini hanno oggimai certe consuetudini!…. Cavalli, cani, giuoco e bellezze di palcoscenico! Bisogna vederli in teatro, metter fuori le braccia dai palchetti e dagli scanni, per far pompa d'applausi!…. A proposito di teatro, sai, Luisa? Abbiamo un'ottima prima donna, una francese, un fior di bellezza, checchè ne dica il Percy. Figurati che l'altra sera, da me, c'è stata a questo proposito una discussione coi fiocchi. La Bianca affermava, e con ragione, che fosse bellissima; Percy s'era incaponito a dire di no, e indovina il perchè? Te lo do alle mille.

—Non saprei…..—si provò a dire la signora Argellani.

—Eh, capisco che bisognerà dirtelo. Percy non voleva che la prima donna fosse bella, perchè non aveva gli occhi della Bianca, i capegli della Bianca, il profilo della Bianca, e giù una litania di questa fatta, che gli die' causa vinta. È molto arguto il Percy….. ma, a dirti il vero, mi diverte qualche volta e non mi piace mai.

—Signora, che è? si sente male?—gridò Laurenti, balzando dalla sedia ed accostandosi alla signora Argellani, che egli era sempre stato a guardare attentamente, fino a quel punto.

La donna gentile si sentiva diffatti venir meno, e, non osando farsi scorgere, s'era aggrappata, per tener ritta la persona, al bracciuolo del sofà, mentre gli occhi smarriti, stravolgendosi nelle orbite, troppo chiaramente mostravano il patimento dell'anima.

—Nulla….. Nulla…..—rispose ella, chetandolo con un cenno della mano distesa.—Il caldo mi soffoca….

—Oh, povera la mia Luisa!—gridò, strillò la Perrotti, giungendo le mani.—E che fare adesso, signor dottore?

—Aprire quella finestra, anzitutto!—rispose Laurenti; poi, volgendosi alla inferma, si fece a dirle:—Animo, signora; un po' di calma, e il male passerà subito. Senta l'aria fresca che viene…. Io già le aveva raccomandato più volte di non stare così rinchiusa, e ier l'altro, per l'appunto, Ella ebbe a pentirsi di non avermi voluto dar retta.—

Non era vero niente; ma Guido aveva notato ogni cosa, aveva indovinato che crudel passatempo fosse venuta a pigliarsi quella pietosa amica, e non voleva che il patimento improvviso della signora Argellani potesse rimanere senza una spiegazione ragionevole innanzi a quella donna impastata di bellezza e di fiele.

Che ella fosse persuasa dalle invenzioni di Guido Laurenti non vi dirò; certo in apparenza le menò buone, e ne tolse argomento a parecchie esortazioni, affinchè la sua Luisa, la sua cara Luisa, volesse ascoltare i consigli di chi le voleva bene ed amava vederla risanata prestissimo.