Così dicendo, chinò la testa sul petto, e non fece altre parole. La signora Argellani non cercò di riappiccare il discorso, e ambedue fecero la strada in silenzio, fino al termine della malinconica gita.
Come furono al camposanto, la carrozza si fermò; Guido saltò a terra ed aiutò la signora a discendere, in quella che il custode della necropoli, aperto il cancello, si faceva incontro ad essi col berretto in mano.
Magnifica dimora è il cimitero di Staglieno, e quando sarà finito, nessun'altra città d'Italia potrà vantare il somigliante per ricchezza di marmi e di disegno. Tutto quanto il genio capriccioso di un pittore potrebbe fantasticare per darci immagine di una antica città, arcate sovrapposte ad arcate, templi, colonne, monumenti sovrapposti a gradinate gigantesche, giuoco mirabile di linee in prospettiva, pensile orto babilonese di architettoniche meraviglie, che si innalza a guisa di piramide sul fianco della montagna, tutto ciò si vede, non dipinto, non fantasticato, ma vero, ma edificato, scalpellato, a Staglieno. La morte è maestosa lassù; mirabile effetto del complesso, dell'armonia del tutto, contemplata da una giusta distanza.
Io non so (e chi può sapere siffatte cose?) che mala fine faranno le mie ossa. Ma dovunque e comunque io avessi a morire, non vorrei essere sepolto nel camposanto di Staglieno. Colà lo sfarzo opprime; colà il solito orpello della vita, la consueta menzogna, vi seguono nella morte, e non c'è per compenso un filo di verde, di cui un amico, venendo a salutarvi, possa dire: è succo della sua carne. Per me, ho sempre sognato una modesta fossa ed una modesta pietra, sulla cima di un poggio che guardi al mare, a' piedi d'un albero di pino, il mio albero prediletto, che ho amato da ragazzo pe' suoi frutti che andavo avidamente sgusciando sul focolare domestico; da giovinetto per le sue resinose fragranze che mi facevano bello il dimorare nella boscaglia; da giovine perchè piaceva a lei, e più tardi perchè in terre lontane mi raffigurava la mia prediletta, la mia sacra terra di Liguria.
Così vorrei dormire il sonno eterno, lontano dalle visite cerimoniose dei viventi e dalla mala compagnia dei defunti. Ma ohimè, quando morrò, e se morrò nel mio letto, il mio sogno non gioverà a nulla, anco se confidato alla carta bollata di un testamento. I becchini verranno a pigliarmi, armati della legge municipale, e mi toglieranno anche la libertà della sepoltura. Libertas! Libertas! I nostri padri scrivevano questo motto, insieme coll'arma della repubblica, sulla porta delle prigioni.
La signora Argellani e Guido Laurenti entrarono sotto le arcate del cimitero. Luisa non era stata da molti anni colà, e ogni cosa le sapeva di nuovo. Avvezza poi da qualche tempo ad accarezzare nell'animo suo il pensiero della morte, quella vista non le strinse il cuore punto punto, e, sospesa al braccio di Guido, ella si fece anzi a correre spedita come una giovinetta curiosa che entri per la prima volta in un bel giardino annesso al palazzo in cui essa ha da metter dimora.
Cotesto non isfuggiva alla gelosa attenzione del giovine, e il suo cuore si riempiva di amarezza. Essa è felice, pensava egli, è felice perchè sente d'essere vicina a morire e non s'avvede, e nulla le dice che qui, daccanto a lei, c'è taluno che l'ama, e che morirà se ella muore! Che s'ha egli a dire di quella potenza magnetica che fu fantasticata svolgersi in raggi invisibili da tutti i nostri pori, circondare un corpo, un'anima diletta, e stringerla in una cerchia di arcani effluvii che la inebbriano e la soggettano a noi? Baie di cerretani! Se questa possanza non fosse una invenzione, la mia volontà l'avrebbe sprigionata, e a questa donna non balzerebbe ora il cuore per l'allegrezza, pregustando la voluttà della morte.
Ma se la signora Argellani non sentiva l'influenza magnetica del braccio a cui era sospesa, ella non istette molto a sentire l'influenza malinconica delle tombe.
—È un bel luogo—disse ella, dopo aver varcato le prime gallerie—ma è molto triste. C'è troppa bianchezza di marmi.
—Eh, signora mia!—rispose Guido, crollando la testa.—Ci vuol pure un po' di lusso, dopo la morte. La menzogna, che ci veste e che ci guida nella moltitudine dei vivi, dovrà forse fermarsi alla porta del cimitero?—