In quel momento un gran mausoleo (un mausoleo in tutta la forza del vocabolo, poichè era la tomba di un re di danari, se non di provincie, ed era stato eretto da una nuova Artemisia) si parò davanti agli occhi dei due visitatori.

—Chi dorme là dentro, ch'io non vedo la scritta?—chiese la signora
Argellani

—Un padre di famiglia, o signora. La vedova e i figli inconsolabili ci hanno speso cinquantamila lire. Gli è un magnifico monumento, in verità; le statue delle tre virtù teologali sono assai finamente condotte nel più bel marmo che si scavi a Carrara; quel ritratto è parlante. Era il banchiere Corradenghi, un uomo savio e liberale, che fece tanto bene al prossimo. Lasciò venti milioni di sostanza. Poveri suoi figli, abbandonati in così tenera età dalle cure paterne! La moglie, poverina, la conoscete voi, quella bionda signora, piccina e graziosa, che avrà oggi i suoi quarantaquattro anni e l'usufrutto del patrimonio, sua vita naturale durante? Il bassorilievo è del celebre Ghisolfi, quel tale che l'accompagna sempre a teatro e a diporto. L'epigrafe dev'essere stata commessa a quel valente professore del Federici, ma oramai non si sa come appiccicarla qui, a cagione di un certo aggettivo inconsolabile, che ci starebbe proprio a pigione.—

La signora Luisa chinò il capo a quella infilzata di tristi verità.

—Siete crudele!—disse ella.

—Ma giusto, ma veritiero. Non son mica un'epigrafe, io, e non sono stato pagato per parlar qui in un modo, e lasciar pensare ed operare più lunge in un altro. Del resto, non c'è da far colpa a nessuno; tale il morto, tali i superstiti.—

Qualche lettore schizzinoso dirà che Laurenti poteva tenersi in corpo le sue considerazioni, dappoichè nella casa dei morti disdice la satira. Ma a cotesto si risponde: disdirà la satira nel cimitero, quando non c'entri più il panegirico, nè la bugia. In quanto a me, narratore fedele, ma anco un tantino mallevadore dei discorsi de' miei personaggi, non reputo sconvenevoli le note sarcastiche di Laurenti, imperocchè esse hanno riscontro nella consuetudine di tutti. Una mano sul cuore, lettori miei, e rispondetemi la verità. Chi di voi, andando a visitare un cimitero, non è stato tirato a simiglianti considerazioni, se non forse più acerbe?

Laurenti, poi, ci aveva la sua ragione particolare, a dire la verità nuda e cruda. Il suo disegno era pietoso, come vedrete a suo luogo.

Egli condusse la signora Argellani dinanzi ad un nome illustre nella scienza, e là, cavata una bella rosa che aveva tenuta nascosta sotto le risvolte dell'abito, la depose modestamente sull'urna.

—Che cosa fate?—gli chiese la signora Luisa, guardandolo in volto, e vedendo una lagrima tremargli negli occhi.