—E voi,—si fece ella a dire, seguendo il filo dei pensieri che internamente rivolgeva, in quella che pigliava il fiorellino dalle mani del giovine—non avete nessuna memoria qui dentro?
—Nessuna, salvo quel venerando amico che vi ho detto.
—Non una donna?—proseguì la signora Luisa.—E che cosa venivate così di sovente a far qui?
—A passeggiare. Le urne fanno bene allo spirito, anche quando non siano tutte urne di forti. Venivo qui a passeggiare, a pensare, per tutti coloro che non pensavano punto.
—Credevo che solo una morta avesse potuto tirarvi qua…..
—Una morta….. sì c'è stata una donna morta, ma non della morte materiale; però essa non dorme nel cimitero. L'ho sepolta qui….—così dicendo, Guido accennava il cuore—e la pietra, che vi ho posta sopra, non s'ha più da smuovere.—
La signora Luisa, a queste parole, alzò gli occhi per guardare in volto Laurenti, e, per la prima volta, nel suo medico, nell'amico, vide un fratello nel dolore.
—E perchè—chiese ella—non discacciarla del tutto dal vostro cuore?
—No, signora; bisogna ricordar sempre. Perdonare è da generoso; dimenticare è da stolto. Ricordare dunque, ma non morire, perchè non abbiano a riderne gli sciocchi.
—Potreste aver ragione;—soggiunse ella, con aria pensierosa.—La morte è assai brutta qua entro.—