Un lampo di gioia balenò negli occhi di Laurenti, ma la signora
Argellani non se ne addiede.

—Andiamo via—disse ella, poco stante, al suo compagno.—Mi sento oppressa da quest'aria di tomba.—

Laurenti fu sollecito ad accompagnarla verso la porta, che era chiusa da un semplice saliscendi.

—Andiamo in giù per la viottola—le disse egli—e non avrete a rifare la strada in mezzo al marmo e alle croci.—

XV.

La loro comparsa sul limitare, disturbò i negozii ad un crocchio di fanciulli che stavano là giuocando per terra, raccogliendo sassolini sopra cocci di stoviglie e pezzetti di lavagna, sucidi, scalzi, moccicosi, coi capegli arruffati, le vesti sbrandellate, come è agevole argomentare di ragazzaglia del contado, ma tutti pieni di salute e allegri come passere.

—Ecco la vita daccanto alla morte!—esclamò Laurenti.—La filosofia filtra i suoi esempi dappertutto.

I marmocchi s'erano levati in fretta, e due più grandicelli, e per conseguenza più ruvidamente soggettosi, giuocarono di calcagna, lesti come ramarri all'avvicinarsi dell'uomo.

—Che bel bambino!—disse la signora Argellani, adocchiandone uno, che era rimasto fermo, e che era meglio in arnese degli altri.—Come ti chiami?

Il fanciullo non rispose, e spalancò i suoi occhi azzurri per guardare la bella signora.