—È un bel biondino, e vi somiglia di molto.
—Oh, non lo dica, per carità; gli è tutto il suo povero padre.
—Siete vedova?
—Per mia disgrazia, sì.
—Oh, poverina! Ed è molto?
—Saran tre anni a San Giovanni Battista, e al mio piccino, che allora lo portavo ancora nel seno, ci ho voluto mettere il nome. Oh, beati Loro, che li hanno qui, i loro morti da vedere. Io, disgraziata, non posso nemmeno andare a dire un deprofundis sulla tomba del mio povero Sandro.—
E così dicendo, la contadina si asciugò due grosse lagrime col lembo del suo grembiale.
—Dove è morto?—chiese Laurenti.
—Lassù, per l'Italia, a San Martino. Oh, me lo aveva detto, quando lo richiamarono sotto le armi: «Maddalena, non ti vedrò più, e morirò d'una palla, o d'inedia, lontano da te.» Ed io allora: «Che hai, Sandro? Non ti accorare; tornerai. Fatti onore…» E mi scoppiava il cuore a dirgli così, proprio come mi scoppia adesso che me ne ricordo. E lui a dirmi: «Ama mia madre e mio padre, poveri vecchi, che ti hanno sempre voluto bene, come se tu fossi la loro figliuola. Ama nostro figlio, e se io non debbo vederlo, non gli dare un altro padre, che metta le mani addosso al mio sangue…» Oh, poveretto, così buono! Il dì ch'io avessi a sposarne un altro, vorrei morire maledetta, e non andar nemmeno a riposare nel sagrato.
—Sarà morto da valoroso, il vostro Sandro…