—Manco male!—disse ella.—Tu dunque mi ami un pochino. E verrai colla mamma a trovarmi?
—Sì, sì!—gridò Giovannino rasserenandosi in viso e battendo le palme.
—Ti darò delle chicche; ti comprerò un bell'abitino pel dì delle feste, e dei libri colle immagini, per imparare a leggere.
Fu quello il colpo di grazia per la ritrosia del fanciullo. Ma egli ricordava lo scudo di Laurenti, il quale non era di là da venire, come le chicche, l'abitino e i libri; e la sua gratitudine si manifestò con una dimanda che risguardava appunto il generoso donatore.
—E questi ci sarà?
—Come, questi?—gridò Maddalena.—Ti saresti per avventura allevato con lui? S'ha a dire questo signore; hai capito?
—Sì, ci sarò anch'io;—soggiunse Guido temperando l'effetto del rimprovero materno con una carezza.
—Carino!—proseguì la signora.—Fate che vada sempre a scuola, Maddalena, e portatemelo qualche volta a Genova. Vi lascerò il mio nome e il mio ricapito. Signor fratello, scriveteglielo voi su d'un pezzetto di carta.
Sorridendo di quella parentela che egli stesso le aveva imposta, Laurenti cavò il taccuino, e spiccandone un foglietto, vi scrisse il nome della signora col ricapito della palazzina gialla. Ciò fatto, la signora Argellani si alzò per accomiatarsi da quella buona famiglia.
—Ora, disse Maddalena, se Vossignoria non si è annoiata nella compagnia di povera gente come noi, venga a trovarci qualche volta. L'aria è così buona quassù, e non potrà farle che bene!