Laurenti chinò il capo, in atto di chi riconosce il suo torto, ma in verità per nascondere la commozione che lo avea preso, al veder la margheritina uscire dallo sparato della veste di Luisa.
Poco stante, scendevano dalla collina, accompagnati dai contadini, Guido da un lato e Maddalena dall'altro, aiutarono la signora a far quella strada sassosa fino al piano, dove li aspettava la carrozza.
—A rivederla, signora!—le disse Maddalena, come la vide tranquillamente adagiata.—Io non le ho ancora parlato che una volta, e l'amo già, direi quasi, come una sorella, se non fosse che Ella è una gran signora e io una povera contadina.
—Maddalena, ricordatevi che in questa terra, qui presso, noi ridiventiamo tutti uguali, e chiamatemi pure sorella. A rivederci, dunque; portatemi il Giovannino, perchè vo' fargli da madrina, sebbene io non l'abbia tenuto al battistero.
—Che importa? e' sarà per la cresima, quando verrà il tempo di pigliarla. Ho detto bene?—
La signora Luisa sorrise all'augurio, e la carrozza partì al trotto per alla volta di Genova.
Gli avvenimenti della giornata, avvenimenti psicologici, s'intende, erano stati tanti e così affollati, che i due compagni di viaggio non reputarono dicevole di stare a barattar parole. La signora guardava i suoi fiori, e pareva tutta affaccendata a considerarne i colori e a contarne le foglie; Guido stava spiando colla coda dell'occhio quello che essa faceva, ed aveva aria di guardare sbadatamente il paese.
—Che cosa fa ella adesso?—pensò egli, vedendola deporre il mazzolino e ripigliare in mano la margheritina che egli le aveva donata. Ma non istette molto a venirne in chiaro, poichè la signora Argellani volgendosi a lui, gli disse:
—Permettete? Vorrei fare una dimanda a questo fiore, e per farla bisogna che lo guasti.
—Oh, fate pure; ma che cosa volete chiedergli?