—Perchè,—rispose il sottoprefetto,—perchè corre una voce in
Castelnuovo….
—Ah, una voce! E quale, di grazia?
—Che ci sia nel convento di San Bruno una donna, anzi una ragazza, fuggita da casa sua.—
Ciò detto, il nostro personaggio ricolse il fiato. L'aveva finalmente dato fuori, quel che gli pesava sullo stomaco!
Il priore stette alcuni minuti secondi senza rispondergli. Lo guardava sempre in viso, ma non più con quell'aria di curiosità che aspetta una spiegazione, bensì di curiosità che vorrebbe indovinare gli arcani gelosi, i moti dell'animo, i fini riposti.
—Minorenne?—chiese egli, dopo quell'istante di pausa.
—E ancora sotto tutela;—rispose il sottoprefetto di Castelnuovo
Bedonia.
—Ciò è grave;—disse il priore.—E noi siamo accusati di rapimento, o di qualche altra cosa consimile; non è vero?
—No, tolga il cielo che io pensi una cosa simile, o la dia per pensata da altri;—rispose prontamente il sottoprefetto.—La signorina Adele Ruzzani, poichè questo è il nome della ragazza, è qui, sempre giusta le voci che corrono in Castelnuovo, col suo zio e tutore signor Prospero Gentili.
—Di buona voglia, adunque?—notò il priore.