—In verità,—soggiunse il padre Costanzo,—sarebbe grazioso che l'esempio della prevaricazione ci venisse da lui!
—Dal Creatore?—domandò argutamente il padre Marcellino.
—No, dico dal padre Anacleto, dall'inventore della seconda vocazione.
—Che, forse lo gradireste, l'esempio?—
La bottata era di quelle da levare il pelo; ma il padre Costanzo finse di non intendere.
—L'esempio! l'esempio!—borbottò egli.—È sempre una brutta cosa, l'esempio.
—Quando è brutto, sicuro. Ma chi vi dice, o signori, che il padre Anacleto voglia dare un brutto esempio alla comunità di San Bruno? È il priore che discorre con uno dei suoi frati, ed io non ci vedo altro.
—Dopo quello che si sa?—chiese il padre Restituto.—Dopo quello che ci ha detto egli stesso, prima di andare in refettorio?
—Eh, potrebbe darsi appunto che parlasse al biondo novizio di quella tal rivelazione che gli è stata fatta quest'oggi.
—Il fratello Marcellino ha ragione;—entrò a dire il padre Agapito, che era stato silenzioso fino allora.—Scommetto che il priore ne fa una delle sue.