—Paura! perchè?

—Perchè? me lo domandate il perchè? Avevo creduto che non me lo domandereste;—rispose il monachino, con aria tra corrucciata e confusa.

Il padre Anacleto non vide lì per lì che il corruccio.

—Se v'ho offeso, perdonate;—diss'egli.—Io sono un pochettino ignorante. Vivo così fuori del mondo, che certe delicatezze mi riescono difficili oramai. Se dovessi intendere per un certo verso…. se mi apponessi al vero…. qualcheduno che so io mi salterebbe agli occhi.

—Qualcheduno! Chi?

—Il padre Agapito, per esempio.

—Ah, ecco il…. sospettoso;—esclamò il padrino, con una sospensione, che accennava alla voglia di usare un altro epiteto.—Siete sospettoso voi?

—Ferocemente?—disse il padre Anacleto, intendendo di rispondere all'epiteto che non era venuto fuori.—Ed eccovi per l'appunto una ragione per star qui, lontano dal mondo e dalle sue tentazioni. Sospettoso e fantastico, cioè nato per essere infelice. Non vi pare che io faccia bene a ritirarmi in disparte?

—Eh!—rispose il monachino, con un sorrisetto più malizioso che mai;—mi pare che siate in certe materie un po'….—

E s'interruppe aspettando, che l'altro gli ripigliasse la frase. Il padre Anacleto obbedì a quel tacito invito.