—Che vuol che le spieghi?—ribattè quell'altro, annaspando.—Con la mia nepote non si sa mai quanti se n'ha in tasca. Questa, per esempio, è una tegola che cade sulla testa a me come a Lei.

—Ma lei, per tutti i diavoli….—

E stava per dire dell'altro, il nostro sottoprefetto, perchè veramente non ci vedeva più lume. Ma una voce argentina lo richiamò in carreggiata.

—Cavaliere, venga qua;—diceva la signorina Adele.—Venga a dare il suo giudizio su questo bozzetto.

—Oh, bello!—si degnò di esclamare il sottoprefetto, dopo aver dato una guardatina alla tela che stava sul cavalletto, nel vano della finestra.—Che cos'è?

—Il chiostro del convento dei matti;—rispose sorridendo il conte
Valentino.

—Una particolarità del nostro circondario?—soggiunse il sottoprefetto, ridendo anche lui, ma a denti stretti.

—Ahimè! Una particolarità andata a male;—replicò il conte Valentino.

—Andata a male! E perchè?

—Perchè la comunità di San Bruno è sciolta.