—È giusto;—disse il signor Prospero,—è giusto. Gliene parlerò, appena saremo tornati da questo viaggio.

—Questo viaggio!—esclamò il sottoprefetto.—O dove?

—Come? Non gliel ho ancor detto? Ero venuto a bella posta per prendere congedo. Veda un poco dove ho la testa!

—E dove va?—tornò a chiedere il sottoprefetto, senza curarsi più che tanto di vedere dove avesse la testa il signor Prospero.

—A Milano, con mia nepote. Sì, pare che ciò sia necessario;—soggiunse il signor Gentili, notando un atto di stupore del sottoprefetto.—La mia Adelina ha certe spesucce da fare….—

Il cavalier Tiraquelli era visibilmente sconcertato dall'annunzio di quella gita.

—E dica…. staranno molto?—domandò.

—Oh, non credo. Si tratta di una visita alla modista…. Come sa, la mia nepote si serve d'ogni cosa a Milano. Ci sarà anche una conferenza col gioielliere, per rinnovare la legatura di tutte le gioie di famiglia. Anche per le gioie la moda è cambiata, e la mia nepote vuol tutte legature a giorno.—

La faccia del sottoprefetto si rasserenò.

—Potrebb'essere un indizio;—diss'egli.