—A letto! a quest'ora? E il governo non dirà che gli si mangia il pane a tradimento?—

Il Borgnetti capitò finalmente. Era un coso secco allampanato, colore e fibra di stoccafisso, con baffi arroncigliati e mosca ripiegata in fuori, gli occhi grigi e mobilissimi, una gran smania di parere un hidalgo spagnuolo, col solo guadagno di poter essere paragonato a Don Chisciotte della Mancia. Le sue grandi imprese si restringevano a qualche articolo su pei giornali, buttato giù a tempo avanzato. In confidenza, era una vittima della sua grande schiettezza; i governanti lo avevano in uggia, perchè in altri tempi un suo scritto aveva risicato di far nascere una quistione europea. Come avrete capito, era un buon diavolo, incapace di quelle brutte cose che con tanta grandezza d'animo voleva appiopparsi, e aggiungerò incapace di far male ad una mosca, se non avesse avuto il vizio di tormentare ad ogni momento la sua.

—Ella dormiva!—notò severamente il sottoprefetto.

—Cavaliere….—mormorò il delegato;—quando l'ufficio è chiuso… quando non c'è niente da fare…

—C'è sempre da fare, nel suo ministero, come nel mio;—replicò il superiore.—Sieda; dobbiamo parlare a lungo. Sono scontento di Lei.

—Di me?

—Di Lei.

—Ma…. il motivo?….

—I motivi, vorrà dire? Sono parecchi, i motivi. Le parlo franco, perchè Lei ama la franchezza.

—È il mio difetto;—rispose l'hidalgo con enfasi.