—Dio buono, i giorni mi paion mesi. Castelnuovo, non lo nego, è una bella città….
—A chi lo dice?—gridava il sottoprefetto, prevedendo il resto.—Io non vedo l'ora di andarmene, da questo paese di orsi intrattabili. Ma finirà, vivaddio, o in un modo o nell'altro. Ma di grazia, signor duca, mi levi una curiosità. Le piace poi tanto quella signorina Ruzzani? Io credevo che anche la contessina Berta Gamberini….
—Berte Gamberini ce n'è mille in ogni città d'Italia;—sentenziò il duca di Francavilla.
—Eh, capisco; capisco che non si sarebbe scomodato a far il viaggio di Castelnuovo Bedonia;—ripigliò il sottoprefetto, crollando la testa.—E poi, c'è la grande, la luminosa idea del ministro, che soverchierebbe ogni altra ragione, quando pure ci fosse. Concetti meravigliosi… quando si possono applicare! Ma, pur troppo, non sempre gli alti concetti hanno la fortuna d'incarnarsi nei fatti. E un modesto terra terra è ancora un sufficiente ideale di governo.
—Che cosa dice?—gridò il duca di Francavilla.—Vede forse qualche difficoltà nella conclusione del negozio?
—No;—rispose il sottoprefetto.—Cioè, possiamo dire sì e no, no e sì. Com'Ella sa, queste cose vanno trattate con somma delicatezza, anzi a dirittura coi guanti. Ora, quando si palpa così poco, non si sa mai se si è molto avanti, o molto indietro. Mi spiego? Del resto, il signor Prospero, tutore della ragazza, è contentissimo, onoratissimo di questo disegno. Quanto alla signorina, che dirle di più, dopo l'idea che le è venuta di far rilegare a nuovo tutte le gioie di famiglia?
—Che capriccio!—esclamò il duca.—Non si poteva far dopo?
—Eh, duca mio, le ragazze hanno tutto il loro pizzico di vanità. Questa poi ci aggiunge di aver sempre fatto a modo suo e di tener dietro a tutte le prime impressioni. Compatiamola, del resto. Ha da sposare un duca di Francavilla, e non vuole che il mondo rida di lei. Tutto ha da essere rinnovato in casa sua. Dopo le gioie, vedrà i mobili e tutto il rimanente. Scommetterei che rifaranno la facciata al palazzo.—
Il duca strinse le labbra, in atto d'uomo che non è punto contento di certe lungherie; crollò la testa e se ne andò pei fatti suoi.
—Auf!—disse il prefetto, come fu solo.—Una gran noia, questo posare in falso! E durarla, poi!—