—Ecco;—rispose il sottoprefetto, vedendo che tutti avevano posti gli occhi su lui, e che non c'era verso di cansarla;—qui bisognerebbe distinguere. Io so, per esempio, e non so. Ma di grazia, contessa, che cosa consta a Lei, di questa risoluzione del signor Prospero? Se ci sarà qualche discrepanza tra le sue informazioni e le mie,—soggiunse il cavaliere Tiraquelli con aria di suprema bontà,—correggeremo le une o le altre, secondo il bisogno.

—Oh, l'avverto che non correggerà le mie;—gridò la contessa
Gamberini.—So poco, io; ma quel poco io l'ho per sicuro.

Da fonte per ordinario assai bene informata;—notò ridendo il signor ricevitore del registro.

Ma nessun giornalista era presente, per arrossire, e la insigne scioccheria destò a mala pena il sorriso di due o tre intendenti.

—Dal mio fattore;—ripigliò la contessa.—Ed ecco come è andata la cosa. Il mio fattore era in campagna, alla Serra, per visitare un piccolo podere che abbiamo noi, tra monte Acuto e San Bruno. Discendeva appunto da una scorciatoia in mezzo ai faggi, quando vide andare in su due persone, sedute sugli asinelli, e seguite da un contadino, che portava due sacche da viaggio. Una di quelle due persone era il signor Prospero Gentili.

—Quando?—chiese il sottoprefetto, con aria di voler stabilire i fatti e le date.

—Nove giorni fa;—rispose la contessa.—Il signor Gentili non vide il nostro fattore che era nascosto dietro alle frasche; ma questi vide lui e lo riconobbe benissimo. E quando gli venne tra i piedi il contadino, che ritornava con le due umili cavalcature al piano, gli domandò come fosse che aveva lasciato il signor Gentili lassù.

—E lui?

—Il contadino rispose che non conosceva punto il signor Gentili. Lo aveva trovato, col suo compagno, presso la stazione della strada ferrata. Si era offerto a portargli le sacche da viaggio, e quello gli aveva risposto: "Vorremmo andare fino a San Bruno; sapreste trovarci due cavalcature?"—"Sicuro, che le troverò;—rispose il contadino;—ci ho il fatto vostro in casa di mio padre."—Così si erano conosciuti ed intesi; il contadino li aveva accompagnati fino al ponte di San Bruno, e aveva udito dalle labbra stesse del viaggiatore le parole: "veniamo per farci frati" dette al converso che era andato ad aprire.—

Tutti quei particolari fecero un gran colpo sull'animo degli astanti. La meraviglia era stata così forte, che nessuno si era dato pensiero di chiedere chi fosse il compagno del signor Gentili in quella domanda d'ammissione. Ma era pronta alla riscossa la contessina Berta, che si fece innanzi, col suo giovanile candore, e dimandò: