—Che cos'è questa storia?

—Ne so quanto Lei.

—Ma… e i discorsi fatti col signor Prospero?

—Non erano ancora discorsi fatti con la ragazza; glielo avevo già detto, io!

—E la storiella delle gioie?

—Santi Numi! Un artifizio per pigliar tempo.—

Il duca s'inalberò.

—Troverebbero qualche cosa a ridire sul conto mio?—domandò egli, rabbruscato.

—Non credo. Che cosa potrebbero trovare? Io lo domando a Lei. Ma vorranno un po' di tempo a pensarci su. La gente che possiede i quattrini, ci ha sempre qualche dubbio, qualche esitanza…. Infine, che so io? Signor duca, si commenta Dante, che ne vale la pena, e ci fanno una discreta figura anche gli asini. A commentare i passi oscuri del signor Prospero, c'è assai meno sugo, e ci diventerebbe un asino anche un sottoprefetto.—

Ciò detto, il degno uomo si lasciò andare per morto sul canapè di damasco rosso, come un uomo che avesse risoluto di non commentare più nulla.