Non l'abbiate per una ragazzata, vi prego. Il padre Anacleto, interrogato su quella stranezza apparente, avrebbe potuto darvene una ragione plausibilissima. Ciò che fa amar molto la tavola è la tovaglia, lo sfoggio del vasellame, lo scintillìo dei cristalli. Una mezza batteria di bicchieri a calice, sfaccettati, smerigliati, lucidi, opachi, quando spessi come il diamante, quando sottili come la mussolina, fanno bere tre volte più di quello che porterebbe il vostro bisogno. Provate in quella vece a bere il Reno o il Borgogna in una ciotola di terra cotta, rozzamente inverniciata. Quel vino vi parrà una povera cosa; manderete giù quel che vi occorre, non un centellino di più. Per contro, il vino cattivo vi parrà semplicemente mediocre, ed anche di quello berrete come e quanto mangiate, cioè a dire tutto quello che occorre per le ineluttabili necessità della vita.
Ammiriamo i riformati di San Bruno e lasciamo gridare i gaudenti. Anche la tavola è tra i piaceri e le vanità del mondo che lasciano tormento ed afflizione di spirito. Il pensatore è sobrio; il lavoratore non potrà sempre esser sobrio, ma non avrà mai vizi di gola.
Frate Adelindo, seduto alla destra del priore, era l'argomento della curiosità universale. Si voleva non averne l'aria, ma gli occhi correvano di tanto in tanto dal piatto a quella bionda testina, a quel collo di cigno che sbucava dall'orlo della cocolla color di tabacco.
—È molto giovane, il vostro nepote;—disse il padre Tranquillo all'orecchio del padre Prospero.—Non si adatterà alla nostra vita rinchiusa.
—Perchè?—disse di rimando il padre Prospero, che sentiva la necessità di nascondere il suo giuoco.—Sono appunto i giovani che possono adattarsi a certi sacrifizi. Ai panni vecchi non è facile far perdere le pieghe.
—Questo è vero per molti;—replicò il padre Tranquillo;—ma poichè qui ci si viene in forza di una vera e profonda vocazione, bisogna ammettere che la nuova piega sia già fatta prima d'entrare.
—Ah sì, la vocazione!—mormorò il padre Prospero.—Una gran cosa, la vocazione. Scusate, padre, la mia indiscretezza. Qual è stata la vostra vocazione?
—Seccato;—rispose il padre Tranquillo;—seccato del mondo; seccato in un modo da non dirsi. Facevo il medico, per utile del mio simile. Ed io avrò fatto male a lui; ma egli di certo ha fatto male a me. L'ho abbandonato come vedete, e me ne trovo bene. Auguro a lui altrettanto. Già, fratello mio, che serve il nasconderlo? Neanche la scienza medica può pretendere all'infallibilità. Richiede atti di fede continui; è teologia, o poco ci manca. Una cosa è certa, che la natura ha rimedi efficaci, e forze vive nell'organismo per farli operare. Noi, studiosi dell'arte salutare, non possiamo vantarci che di un po' d'accortezza nell'accomodare certi rimedi ai bisogni dell'uomo. Audacia somma nell'esperimento, audacia immensa nella dichiarazione della malattia, audacia infinita nell'attribuire alla natura gli errori dell'arte nostra e all'arte nostra i benefizi della natura; eccovi, padre Prospero, la medicina, da Ippocrate fino a Boerhaave, e da Boerhaave fino a me. Dico a me, per non far torto a nessuno;—soggiunse il padre Tranquillo, ridendo.—Empirismo che qualche volta riesce; dottrina che qualche volta azzecca giusto; dissidio quasi sempre tra la teorica e la pratica; questa è la scienza nostra. Seccato, vi dico io, padre Prospero, seccato dell'arte, seccato del mondo, seccato del resto.—
Evidentemente il padre Tranquillo non diceva tutto. Anzi, pensandoci bene, era facile di scorgere che non aveva detto nulla. Ma è questa l'arte degli uomini bene educati, che vogliono nascondere il loro pensiero, aver l'aria di prendervi a confidente e di spiattellarvi ogni cosa. Il padre Prospero fu grato di quelle confidenze al suo vicino di tavola, e gli giurò lì per lì un'amicizia eterna.
—Che bravo giovinotto!—diceva egli tra sè.—Col suo ingegno, poteva diventare un altro Galeno. Ed eccolo qua, invece, tra i giubilati, contento di averne cavato i piedi, come un altro lo sarebbe di averceli messi. In verità, non ho torto io a dolermi di essere uscito dalla via degli onori?—