La chiesa, come sapete, era stata convertita in biblioteca. Tra la chiesa e il capitolo c'era la sagrestia. Il padre Prospero entrò dunque in biblioteca, sperando di trovare colà quel diavolo di serafino biondo, che si era reso invisibile.
In chiesa non c'era anima nata. E ciò si capiva per i frati, che erano tutti a capitolo; ma non si capiva per il monachino, che a capitolo non c'era.
—Dove diavolo sarà andato?—tornò a chiedere il padre Prospero.
La domanda di certo fu fatta a voce alta, e qualcheduno di certo udì il suono della sua voce, poichè subito dopo il padre Prospero si sentì chiamare con un sibilo sommesso ma prolungato. Il suono veniva dall'alto. E il padre Prospero, prima di credere ad una chiamata del Signore, chè in verità non si sentiva tanto in grazia da meritarla, alzò gli occhi alla ringhiera che girava tutt'intorno al cornicione, fino all'arco del presbiterio. Proprio lassù, dal vano di un uscio che metteva sul ballatoio, vide apparire la testolina bionda del serafino.
—Ah!—gridò il padre Prospero.—Finalmente!—
Ma quell'altro gli mozzò le parole in bocca, mettendosi un dito sul labbro e ripetendo il suo sibilo; indi, quasi a commento della raccomandazione, gli accennò verso l'interno.
Il padre Prospero sapeva quello che già sapete voi, cioè che di là dalla sagrestia c'era il capitolo. Lì presso c'era l'andito per dove si andava in sagrestia; ma l'uscio di questa era chiuso. Per altro, in quell'andito medesimo c'era la scala che metteva al campanile, trasformato in osservatorio, e a mezza scala si riusciva da una parte sul cornicione della chiesa, dall'altra in certe stamberghe, le quali servivano probabilmente di seccatoio agli antichi frati di San Bruno, ed erano proprio sopra alla sagrestia, al capitolo, e alle celle del primo piano.
—Ah, capisco!—disse il padre Prospero tra sè.—Vorrà sentire quel che dicono i frati, nella loro adunanza segreta. Curiosità di donna! Solamente vorrei sapere come farà ad udire i loro discorsi dal pian di sopra.—
Il padre Prospero non sapeva, e i frati di San Bruno avevano dimenticato dal canto loro, che le stamberghe del pian di sopra avevano il solaio di legno, senz'altro ostacolo di mattoni e di calce tra esse e le sale del pian terreno. Non lo sapeva neanche il serafino, prima d'allora; ma lo aveva scoperto poc'anzi. Sapete il proverbio: chi cerca trova. Il serafino aveva cercato; era giusto che trovasse.
Ma perchè aveva cercato? Dovete sapere, umanissimi lettori, che quella mattina frate Adelindo si era avveduto d'una cert'aria di segreto con cui si salutavano i conventuali di San Bruno, e di certe paroline che si bisbigliavano passando. Inoltre, qualcheduno di loro aveva guardato lui con aria più affettuosa e più malinconica del solito. Intorno alle occhiate, agli affetti e alle malinconie de' suoi compagni, il serafino biondo aveva un'opinione già fatta; ma quel giorno gli parve che la malinconia abbondasse. C'era dunque dell'altro? Il serafino lo sospettò, quando seppe che i frati si raccoglievano quel giorno stesso a capitolo.