Il cuore gli batteva forte, al serafino biondo. Egli sentiva di fare una cosa non bella, a spiare in quel modo i segreti degli altri. Ma infine si trattava di lui, laggiù; ne aveva il presentimento, e i presentimenti ingannano di rado. Del resto, a mettere la coscienza in pace, egli aveva fatto dentro di sè questo ragionamento:
—Se parlano di me, è giusto che io sappia che cosa dicono. Se parleranno d'altro, io me ne accorgerò alle prime, e me ne andrò subito subito.—
Mentre egli poneva il suo dilemma, i frati incominciavano la loro discussione.
—Padre Restituto,—disse il priore,—voi avete fatto una proposta….
—Non io solo;—interruppe il padre Restituto;—l'hanno fatta con me il padre Agapito, il padre Costanzo, il padre Ilarione.
—È strano,—osservò il padre Anselmo, volgendosi al suo vicino di destra, che era il padre Marcellino,—è strano che questi tre aiutanti del padre Restituto siano tutti nuovi venuti.
—L'ultimo a comparir fu Gambastorta;—rispose il padre Marcellino.
Ma la sua risposta e l'osservazione del padre Anselmo, profferite a mezza voce, non giunsero all'orecchio del monachino, quantunque fosse attentissimo.
—Bene;—diceva frattanto il priore;—siate anche quattro. Esponete le vostre ragioni; i nostri fratelli le ascolteranno, e nella loro saviezza risolveranno.
—Ecco, dunque;—incominciò a dire il padre Restituto.—A voler parlar nello stile degli antichi frati di San Bruno, direi che c'è scandalo, o principio di scandalo, nella nostra comunità. Ma poichè frati all'antica non siamo, e un certo frasario va lasciato da banda, dirò pianamente, ma con uguale schiettezza, che la nostra comunità, per una certa intrusione, contraria a tutte le nostre consuetudini, anzi allo stesso principio della nostra fondazione, corre grave pericolo di andarsene a rotoli.