Vedete, padre Bonaventura, che anch'io so parlare latino, quando bisogna.

—La citazione è profondamente egoistica;—ribattè il padre
Bonaventura.

—Bravo! E che cosa facciamo noi, se non un'opera d'egoismo? Egoismo intelligente, egoismo ragionevole, che non giunge fino al punto di godere della morte degli altri, ma che si ferma alla consolazione di ritrar noi dalla mischia, donde non si ha potere nè speranza di ritrarre anche gli altri. La solitudine sdegnosa, o il disprezzo benevolo, secondo gli umori, è tutto il meglio che ci resta a fare, in una società male ordinata. Così la intendo io; nè credo che voi l'abbiate intesa diversamente finora. E in questa solitudine, il cui primo disegno è titolo di merito insigne pel nostro venerato priore, in questa solitudine si stava benissimo; ci si potrebbe stare ugualmente in futuro, ma a patto di rimanere come eravamo in principio. Levate di qui gli elementi eterogenei, quegli elementi che abbiamo fuggiti per ottenere la pace. Una donna nel convento di San Bruno è argomento di discordia; è una tentazione, involontaria fin che vorrete, innocente quanto vi piacerà, ma sempre una tentazione.—

Così parlò, con aria di convinzione profonda, il padre Restituto. Ma il priore, che attingeva dalla sua olimpica serenità più elevate ragioni, così prontamente rispose:

—E lasciatela stare, questa tentazione; lasciate che faccia le sue prove tra noi. La tentazione, saputa vincere, ha fatto onori ai santi; è stata anzi la ragione del loro innalzamento ai seggi celesti. Rammentate, amico Restituto, rammentate Antonio nella Tebaide. Il bravo eremita se ne stava nella sua grotta, contemplando le invenzioni sempre nuove dello spirito maligno, e non c'era caso che il sangue gli si rimescolasse nelle vene e gli dèsse una battuta più forte dell'altra. Sant'Antonio era un uomo! Per lui la bellezza non aveva lusinghe, le grandezze umane non avevano attrattive. Più grande di sant'Uberto, che amava le cacce e i bei cani levrieri, sant'Antonio pose l'affetto suo in un…. come chiamarlo decentemente? Diciamo, o fratelli, in un cinghiale domestico. Sant'Antonio aveva la vocazione di tutte le più alte rinunzie. Lasciamo stare il cinghiale domestico, che veramente è un po' troppo; ma imitiamo sant'Antonio nella serena baldanza delle sue vittorie morali. La vocazione del deserto non si prova che nel pericolo. Ringraziamo la sorte, che ci ha recata l'occasione d'un pericolo, perchè noi possiamo trionfarne. In verità sarebbe curiosa che noi, uomini provati al fuoco delle passioni, facessimo oggi una sconcia caduta! Sarebbe curiosa, o signori, che a noi la seconda vocazione non bastasse, e che fosse per noi dimostrata la necessità della terza!—

Un grido di ammirazione accolse la chiusa del discorso. Un bel discorso, o lettori, che io vi ho abbreviato, disperando di poterne ritrarre la sarcastica energia.

—Stupendo!—gridò il padre Anselmo.

—Divino!—soggiunse il padre Bonaventura.

—Immenso!—ribadì il padre Atanasio.

Il padre Restituto, fulminato da quel ragionamento del priore, oppresso da quelle grida entusiastiche dell'uditorio, non sapeva più da qual parte rifarsi.