Il padre Natale borbottò qualche cosa tra i denti, ma non credette opportuno di farne parte ai colleghi.
—Quella birichina ci ha tutti stregati;—pensò il padre Anacleto.
Indi, rivolto ai colleghi, proseguì:
—Signori, fratelli miei, vedo pur troppo che gli umori sono discordi. Non mi pare che ci sia nulla da mettere ai voti, perchè voi medesimi mostrate di non sapere abbastanza che cosa vogliate. Vi farò in quella vece una proposta, che mi gira per la mente fin dal principio di questa discussione. Eleggetevi un altro priore. Egli potrà dar fuori una nuova regola; più stretta, come la vuole il padre Restituto; più larga, come la vuole il padre Natale. Farete quel che vi piacerà meglio, e per me sarà tutt'uno, purchè io me ne lavi le mani.—
Un vocìo confuso accolse quella scappata del priore.
—Che umiltà!—gridò il padre Restituto.
—Che degnazione!—gridò il padre Natale.
—Egli ha ragione; voi siete esorbitanti nelle vostre pretese.
—Non l'ha; ci sono gli statuti.
—Non ci sono statuti, ma consuetudini.