Il serafino trasse un sospiro tanto fatto.

—Che peccato esser novizio!—esclamò.—Mi sarebbe tanto piaciuto di entrare in capitolo!

—Non ci sarebbe mancato altro;—pensò padre Agapito.

—E dite;—ripigliò il serafino, col suo solito candore;—non per desiderio di sapere i vostri segreti, ma per amore dell'ordine, siete venuti ad una risoluzione?

—Sì e no;—rispose il padre Agapito, che era sulle spine.—Si è discusso intorno al giornale.

—Ah, il cuore me lo diceva!—gridò il serafino.—Dunque è minacciato, quel povero giornale? I miei disegni saranno inutili?

—No, non temete, il giornale si farà; soltanto…. ve lo dico in confidenza….—

Il candido monachino si mise una mano sul petto e diede al padre
Agapito un'occhiata, che gli passò il cuore senz'altro.

—Soltanto,—proseguì il padre Agapito,—si vuol dargli un po' di garbo, un po' di gusto letterario, farlo più ameno, mettendoci che so io, dei romanzi, dei versi….

—Ah sì, bene, dei versi!—gridò il serafino, battendo le palme.—Li amo tanto! Siete poeta, voi, padre Agapito? La vostra aria pensosa mi dice di sì.