Così avvenne che all'ora della colazione, di sedici frati che vivevano a San Bruno, non ce ne fossero in refettorio che quattordici. Il padre Prospero e il padre Adelindo erano andati fuori, e la campana del refettorio non aspettava nessuno.
Ma, che diavolo? Non erano neanche quattordici, i presenti. Oltre quei due, che il priore non s'aspettava di vedere a tavola, mancava anche il padre Agapito. Anche lui fuori; e perchè?
Il priore trovò un minuto di tempo per chiederne al fratello Giocondo.
—È andato a passeggio col padre Prospero e col padrino;—rispose il converso;—per non lasciarli soli. Tutti e tre mi hanno detto di andarli ad avvertire al romitorio delle Querci, quando sarà partito il sottoprefetto.
—Per non lasciarli soli!—mormorò dentro di sè il padre
Anacleto.—Benissimo!—
E qui sarebbe il caso di soggiungere: "benissimo un corno!" perchè al padre Anacleto quella novità piaceva poco. Il degno priore si seccò maledettamente, a colazione, e il malumore gli crebbe tanto, mentre faceva vedere il convento al suo noioso visitatore, che incominciò a rispondergli in un certo modo agrodolce, che non era mai stato nelle sue consuetudini.
—Ma sa Lei che questo è un piccolo paradiso?—andava dicendo il sottoprefetto.—Non ci manca che l'angelo con la spada di fuoco, per cacciarli fuori. Perchè, infine, scusi la libertà delle mie parole, questo è un tradimento che fanno alla società.
—Signor commendatore,—rispose il padre Anacleto,—alla società non siamo debitori di nulla.
—Eh, nulla!… nulla, poi! Dove mi mette Lei i canoni della filosofia civile?
—La filosofia civile! La filosofia civile, è una spiritosa invenzione dei filosofi. E poi, quand'anche fosse una cosa seria…. Scusi, non parlo pe' miei colleghi, che possono difendersi meglio da sè; parlo pel mio signor me, che conosco un tantino. Qual è, secondo la filosofia civile, il mio debito verso la società? Darmi a lei, secondo le forze e l'ingegno. Le forze, le ho date, quando era necessario, e fin dove ho potuto, in uno di quegli uffici che non sono dei più ricercati, in una di quelle posizioni in cui non c'è nessuno che voglia starvi dinanzi. Se Dio vuole, ce n'è uno, dei posti, che non fa invidia ai soliti competitori; il posto del soldato in faccia al nemico. E qui, modestamente, ma volentieri, ho fatto il debito mio. Resta l'obbligo secondo l'ingegno. Ma qui, la prego a considerare una cosa. Io non ho ingegno; sono una talpa; non devo dunque più nulla.