—E proprio hanno a passare di qua?
—To', sono anche passate pel Corso. Entrate da porta Pia, escono da porta Cavalleggeri. I pascoli del monte Sacro sono finiti; ora vanno ad attaccare quelli del Gianicolo.
—Usanza strana!—mormorai.
—Strana, ma antica; non dovrebbe dispiacerti.
—Hai ragione, e resti pure così, come al tempo di Catone il Censore, quando le greche eleganze trionfavano della prisca severità. Povera o ricca, virile o effeminata nel suo patriziato, crudele o generosa nella sua plebe, Roma ha serbate le sue costumanze. Solo nel culto delle tradizioni, solo nella costanza dell'indole patria.—
Il discorso, avviato su quella china; poteva andar molto in là; ma l'angolo di San Tommaso in Parione era il punto e basta fra i due interlocutori. L'amico doveva proseguire per Campo di Fiori, e forse m'avrebbe lasciato sfogare; ma io, lettori pazienti, e degni di miglior sorte, io ero fortunatamente davanti all'uscio di casa.
Parigi, 15 ottobre 1878.
FINE.
INDICE
I.—La ragione del viaggio.—Un'occhiata a Torino.—Savoia e Borgogna.—Il deserto.—Idea luminosa.—Parigi di sera.—Sul marciapiede.—Arabi apocrifi e francesi autentici.—La storia del nastro.—Scaccini e accattoni.—Tolleranza parigina Pag. 1