— No, grazie; — rispose Aldo, seccato. — La donna io non la intendo così. Queste dee che si lasciano adorare da tutti, che si spezzettano di qua e di là, concedendo sorrisi a destra e a mancina, non sono il fatto mio. In amore ho sempre avuto una massima: o tutto o nulla.
— Massima pericolosa! — esclamò l’Anselmi.
— Pericolosa! Perchè?
— Perchè la donna potrebbe volere il ricambio. Sarai tu disposto a concederlo?
— Sì; — rispose Aldo, con accento risoluto.
— Bada, tu dici di sì e l’esperienza risponde di no. Andar contro a questa esperienza è il torto massimo degli innamorati, e di quelli che hanno il temperamento amoroso. L’amore è come il piacere; lo si crede eterno, fino a tanto non lo si è esaurito. —
Aldo De Rossi rispose a quel ragionamento con una alzata di spalle.
— Sia pure destinato a perire, come tu vuoi e come io non credo; — diss’egli. — Resta sempre che l’amore è un sentimento esclusivo. Finchè dura, non patisce divisioni.
— Ma se l’ho detto! Temperamento amoroso; — replicò l’Anselmi. — Temperamento amoroso, composto di bilioso e di sanguigno. Mi darai del materialista; ma che farci, se la cosa è in questi termini? Tu, per altro, sei un bel matto, De Rossi mio. Lasciatelo dire, sei un bel matto. Non ami nessuna donna, e parli come se ci avessi un Mongibello nel cuore.
— Son molto calmo, invece; — rispose Aldo. — Ti dico ciò che penso, e abito all’insegna della Pace.