— Avete ancora l’aria di ridere? Sappiate, signor conte, che non ammetteremo mai ciò, alla nostra presenza. E prima di tutto, giustificatevi. Perchè questa fuga?

— Signore, io volevo far loro un’eguale domanda. Perchè lasciare il Casino, mentre noi, schiavi fuggiaschi, ma pentiti, venivamo ad impegnarle per il cotillon!

— Si trattava proprio di cotillon! — esclamò la signora Vezzosi. — Non si trova più un ballerino, a pagarlo un occhio. Non c’è più cavalieri, a questo mondo. Chiedetene al nostro fedele Sestavalle....

— Che lo è dei Santi Maurizio e Lazzaro; — notò, salutando, l’Anselmi.

Alcibiade primo rese il saluto e ripigliò tosto il suo atteggiamento dignitoso, riveduto e corretto per quella occasione.

— Egli vi dirà, — proseguì la signora Vezzosi, — che a’ suoi tempi.... —

Ma era detto che la signora Elena non potesse finire il suo discorsetto.

— Sì, — interruppe il Sestavalle, seccato di quell’accento ad un passato troppo remoto, — dieci anni fa, non era mica così. I giovanotti del mio tempo lasciavano ai vecchi il giuoco e le discussioni politiche, ed essi tenevano compagnia alle dame.

— Vi faccio notare, amico Sestavalle, — rispose gravemente l’Anselmi, — che a quei tempi la compagnia di cui parlate si chiamava a dirittura servitù. Diciamo dunque servitù, e senza rincrescimento, perchè in verità non fu mai servitù così dolce, nè così pregiata da noi. Ma, venendo al caso nostro, noi non potevamo già credere che in un’ora di assenza dal campo si dovessero contare tante diserzioni. Avevamo lasciate le dame in mezzo ad un circolo, ad una folla di gentiluomini. E non è da credere, — soggiunse il contino, volgendo un’occhiata eloquente alla signora Camilla, — che noi ci ritirassimo per cedere la piazza. Ci siamo ritirati per un sentimento di delicatezza. Non si voleva e non si poteva mica aver l’aria di maghi carcerieri, di cerberi, di tiranni; ufficio che va lasciato agli aventi diritto, come ad esempio il nostro buon amico Gerardo.

— Un tiranno che ha data la costituzione; — notò il commendatore Gerardo, ridendo della sua arguzia, così facilmente trovata.