— Si riderà; — rispose la signora Elena; — accettiamo dunque. Voi, signor Aldo, che ne dite?

— Aldo farà il quarto; — gridò l’Anselmi, non lasciando all’amico il tempo di rispondere. — Vi avverto che è un terribile giuocatore.

— Ho già capito, — disse il commendatore Gerardo, volgendosi al presidente gran croce, — che noi faremo la parte di giudici.

— L’ufficio mi conviene; — rispose il Roberti, col suo grave sorriso.

Aldo si era frattanto avvicinato alla signora Camilla, e le diceva:

— Poichè si tratta d’una partita in quattro, vorrete voi stare insieme con me?

— Vi farò perdere; — rispose la signora Camilla. — Non lo domandate. —

Aldo aggrottò le ciglia e fu per mordersi le labbra, secondo l’uso.

— Per caso, — ripigliò abbassando la voce d’un tono, — sareste già impegnata al bigliardo, come lo eravate al ballo?

— Dio, che cipiglio! — esclamò ella, con un gesto di terrore. — È l’ombra della notte che vi rende così cupo? —