— Ah sì, dopo quello che avete fatto, ritiratevi ancora sul monte Sacro! — gridò la signora Elena, con accento sardonico. — Questa volta, signor De Rossi, sento proprio la tentazione di mandarvi via, anche senza la scusa di ricevere la sarta. Siate conseguente, nella vostra originalità. Non sono io strana la parte mia? Non merito una confidenza intiera? E non vi pare che sia questo il miglior modo di farvi perdonare la prima parte?

— Sì, sì; — disse Aldo De Rossi, prendendole la mano e stringendola tra le sue. — Ma in tutta sincerità vi dico che non c’è storia. In due parole è tutto narrato. L’ho veduta e l’ho amata.

— Così di schianto?

— No certo; — rispose Aldo De Rossi. — L’amavo già prima.

— Ah, c’è un prima? È dunque la storia del prima che voi dovete raccontarmi.

— Signora, anche quella si racconta con le stesse parole. L’avevo veduta ed amata. Era un fiore nato nel mio cuore. Sapete voi come queste cose avvengono? In mezzo al turbine della vita si hanno di queste apparizioni gentili, come in un viaggio triste e faticoso si vede un tratto di campagna, di cui vi resta un’immagine poetica e dolce. Si va innanzi, dove chiama il piacere, o l’ombra del piacere, una follia, un destino; ma di tanto in tanto si ripensa a quell’oasi benedetta, e un’aria d’idillio vi spira soavemente alle tempie. Viene il giorno che vi fermate a cercare il perchè di quella sensazione, e vi duole, e vi date del fanciullo, e scuotete la testa, come per cacciare un’idea importuna. Ma quell’immagine è là, sempre là; gli stordimenti del viaggio ve l’hanno offuscata nell’animo, per un anno, per due; poi viene il giorno che essa ritorna, netta, spiccata, ai vostri occhi; e vi prende allora un desiderio pazzo di rivedere quel luogo, e là, dove avete sentito così profondamente le bellezze della natura, là, proprio là, vorreste ridurvi a morire. Così di certi amori. Erano immagini del passato, a cui l’anima credeva di resistere; sentimenti graziosi, a cui il cuore si faceva forte di aver rinunziato. Ma ad un tratto l’immagine offuscata s’illumina; il sentimento doloroso e caro si rinnova. Pensate a quella donna intravveduta un giorno, e vi assale una gran tenerezza. Come è avvenuto ciò? Per quali vie quell’amore è tornato, e vi s’è fatto gigante nel cuore? Come mai è diventato un incendio, da così breve favilla che vi era parso in principio?

— Misericordia! — gridò la signora Elena. — Sarà il caso di chiamare le guardie del fuoco.

— Ah sì, davvero! — rispose Aldo De Rossi, ricondotto a terra da quella bizzarra osservazione. — Ma è così dolce il bruciare!

— E perder la lite, non è vero?

— Ve l’ho detto, signora. Rinunzio da un lato e perdo dall’altro. Non sono dunque da compiangere, come un matto o come uno sventurato? —