— Signora, — rispondeva intanto il contino, — è ufficio del sole di far sbocciare i fiori. E alla vostra vista....

— Ho capito; — interruppe la signora Camilla, ridendo come sapeva rider lei; — il vostro cuore è un giardino.

— Proprio così; — replicò l’Anselmi; — ed invoca le cure di una bella Giardiniera.

— Magazzino di mode! — esclamò la signora Camilla.

— No, capolavoro di Raffaello; — ribattè prontamente l’Anselmi, che non si trovava mai all’asciutto.

Aldo De Rossi che aveva udito il dialoghetto, quantunque proseguito a mezza voce davanti a lui, mandò cordialmente al diavolo il suo spiritoso rivale. Questi, frattanto, dando il braccio alla signora Camilla, introduceva la comitiva nello stabilimento della Speranza.

Credo inutile di fare una descrizione del luogo. Chi è stato a Montecatini ha veduto certamente quel villino gaiamente soleggiato, ad un quarto dello stradone che mette al Tettuccio, e situato tra il medesimo stradone e il torrente, o fossatello, che porta il nome caratteristico di Salsero. Non c’è pensione, laggiù, perchè il suo proprietario la tiene altrove, sulla via Nazionale, e laggiù, come per adescarvi alle sue acque saline clorurate, mette a vostra disposizione una bella sala terrena, con biliardo, tavolini da giuoco e divani di conversazione. Non si vive a Montecatini senza andare ogni sera al Casino; nè ci si vive senza andare qualche volta di giorno alla Speranza, come sul tramonto al Rinfresco, altro luogo che dovrete conoscere, poichè avvenne laggiù la triste scena... Ma, acqua in bocca, per ora, e non precorriamo gli eventi.

La sala era vuota, o come vuota, poichè solamente nell’angolo più lontano dell’ingresso si vedeva seduta una coppia di felici, che stavano giuocando a picchetto. Dico di felici, perchè erano uomo e donna, giovani ambedue; la signora assai bella, ma di una bellezza parigina, in cui aveva gran parte la moda, con tutti i suoi cenci preziosi, e la pittura, con tutti i sapienti chiaroscuri della sua tavolozza; il giovinotto secco, allampanato, pallido, elegantissimo fusto d’uomo, che già lasciava intravvedere e presentire lo scheletro.

I due giuocatori non mossero neanche la testa per guardare i nuovi venuti. E non furono neanche disturbati dalla curiosità di questi ultimi. L’Anselmi, per far degnamente il suo ufficio di cicerone, bisbigliò all’orecchio della signora Camilla:

— Due innamorati che vengono qui tutti i giorni dalla Torretta, e ci stanno quattr’ore di seguito, giuocando a picchetto. Non sanno come ammazzare il tempo; compiangiamoli!