— Cinque di troppo; — aveva risposto l’Anselmi. E la signora Camilla si era custodita da quell’attacco troppo vivo con una guardata tra curiosa e severa. Non ci voleva di meno, per rimettere a posto l’audace, che esciva per la prima volta dalle solite frasi di complimento, accennando ad una vera dichiarazione. Alle donne i troppo repentini smascheramenti di batterie dispiacciono sempre; non già per sè stessi, ma perchè dimostrano troppo baldanza, troppo sicurezza di sè, nei signori assedianti, mentre questa sicurezza e questa baldanza son esse che vogliono consentirle, per poterle dominare e moderare a lor posta. Ora noi conosciamo la signora Camilla per una certa testolina, che le sue ragioni non le mandava a dire, e potremmo anche aspettarci qualche frase recisa, a conforto di quell’occhiata tra curiosa e severa che abbiamo veduta poc’anzi. Ma il contino Anselmi non le diè tempo di proferirla; appena ebbe buttato là il suo malinconico epifonema, diede una voltata sui tacchi e andò verso la rastrelliera, a prendere due stecche, una per sè e l’altra per la signora Camilla.
— A che giuoco giuochiamo? — diss’egli, tornando verso le signore. — A birilli, non è vero?
— A birilli! — rispose Aldo, assentendo del capo.
— Birilli! — esclamò la signora Elena. — Vogliate dirci prima di tutto che cosa sono i birilli.
— Eccoli, signora; — disse l’Anselmi. — Son questi cinque pioletti d’avorio, che io metto qua in croce nel mezzo del biliardo. L’abilità del giuocatore consiste nel farli cascare.
— Non ci riesciremo mai; — osservò la signora Camilla, vedendo il contino impostarsi sul biliardo e battere con la punta della stecca una palla contro l’altra, per modo che questa venisse a dare nel mezzo del biliardo.
— Che dite, signora? — esclamò il contino. — Vi riescirà anzi facilissimo. Fate conto che siano uomini.
— Il paragone non corre; — rispose la signora Camilla. — Qui ci vuole l’aiuto della stecca; e gli uomini cascano da sè.
— Ottimamente! Questa me l’ho comprata coi miei danari; — disse l’Anselmi, ridendo.
E avvicinatosi alla signora Camilla, aggiunse sottovoce: