— Ma bene, egregiamente! — disse il contino Anselmi, parlando a denti stretti, come potete immaginarvi. — Ed io che credevo...
— Già! — interruppe la signora Camilla. — E perciò mi avevate preparato un colpo facile, non è vero? Ma io, per vostra norma, amo il difficile.
— E riescite egualmente; riescite in tutto; — rispose il contino Anselmi, per farla finita senza troppa vergogna. — Ora a voi, Donna Elena; poichè entrate in giuoco, salvatemi. Abbiamo quattordici punti; gli avversari ne hanno dieci; bisognerà stare attenti. Del resto, — soggiunse, — non occorre dirvi altro; la guerra è tra le Amazzoni. —
La signora Elena giuocava per mera compiacenza. Non fece nulla di buono, e si contentò di non guastare. A poco a poco fu vinta dal buon umore di Camilla, che metteva colpo su colpo, senza chieder parere al compagno, ed ambedue fecero gazzarra per parecchi minuti, senza dar mai nei birilli, quantunque più volte ci passassero molto vicino, e, quel che era peggio, con la palla propria, anzi che con la palla avversaria. Finalmente, avvenne che la signora Elena mandasse la propria in bilia. Erano due punti perduti e doveva tornare in giuoco l’Anselmi.
— Venite a consigliarmi; — disse allora la signora Camilla al De Rossi. — La guerra non è più tra Amazzoni. —
Aldo non se lo fece dire due volte e si piantò subito daccanto a lei, consigliandola e mettendole in posizione la stecca. Ma la signora Camilla fece come qualche volta Orazio, che vedeva il meglio e si appigliava al peggio. I consigli e gl’insegnamenti di Aldo non ci potevano più nulla; essa giuocava sempre alla rovescia. Ma rideva, mostrava le perle della sua bocca al compagno, e questi si sentiva correre al cuore una vena d’allegrezza, fino allora ignorata. L’Anselmi, frattanto, vedendo che l’aria spirava da un’altra banda, si mise in guardia contro le infreddature. Giuocava con prudente abbandono, e celiava con la signora Elena, che non aveva ragione per stare sostenuta con lui, o per ridere dei fatti suoi, come faceva quell’altra. Il contino Anselmi adoperava in quella occasione come il buon marinaio in tempo di burrasca; imbrogliava le vele, perchè il vento non avesse a lacerargliele e, Dio guardi, a spezzargli anche l’albero.
Tutto ad un tratto la signora Camilla fece steccaccia e andò nei birilli con la sua.
— Perduti? — chiese ella al De Rossi.
— Perduti; — rispose Aldo, sorridendo.
— Benissimo! — ripigliò Camilla. — Siamo dunque della medesima forza. —