— Vi pare? — fece ella. — E perchè?

— Perchè avete posto un termine a questo giuoco, che è tanto noioso.

— Grazie, — rispose Camilla. — Noioso, anche stando con me?

— Oh, che dite mai? Noioso in sè stesso; — replicò il De Rossi. — Del resto con voi ci si sta meglio a discorrere.

— Ecco un altro complimento; — osservò la signora.

— Ah, è vero; — disse Aldo; — ricordo la vostra definizione; complimento, bugìa. Ma parliamoci schiettamente, signora: credete proprio che uno il quale vi dichiari di amare la vostra conversazione vi snoccioli una bugia?

— No, davvero; — rispose Camilla, ridendo, — non sono così modesta per crederlo, nè così ipocrita per dirlo.

— Ah, meno male! — esclamò il De Rossi.

La bontà di Camilla era contagiosa; scusate il brutto epiteto, adoperato a colorire una bella cosa. Voglio dire che Aldo, incuorato dalla cortesia della dama, fu di ottimo umore e chiacchierò allegramente, come non aveva fatto mai. Intanto i due combattenti si riscaldavano al giuoco, e uno di essi, il commendatore Gerardo, non faceva troppo onore all’arma della signora Camilla.

— Chi guadagna? — chiese ella, ad un certo punto, interrompendo il suo dialogo con Aldo.