— Almeno, mi sembra tale, ed è tutt’uno. A me, che non ho mestieri di legger nell’anima di questi signori, basta quel po’ di vernice.
— Hai torto; — disse placidamente la signora Vezzosi. — Conosci sempre più addentro che puoi le persone che ti avvicinano più spesso. Non sai che cosa pensano? Avrai anche il rammarico di non sapere che cosa diranno alle tue spalle.
— Che cosa diranno? — Quello che potranno dire. E se io non darò loro argomento...
— Brava! Come se non bastasse una cortesia, uno scherzo, una frase detta senza metterci importanza, per mandare in solluchero questi signori e destare le più ardite speranze! Ma sia pure come tu credi; avranno poco da dire. Rimarrà sempre quella che potranno lasciar supporre. C’è un modo di lasciar supporre, che vale il raccontare... ed anche il dare ad intendere. —
La signora Camilla stette un istante sovra pensiero, indi si strinse nelle spalle.
— Bella mia, — replicò, — tu chiedi più attenzione e più vigilanza, che non sia possibile ad una donna di usare. Io permetterò anche questo, purchè non si pensi ad alta voce con me e non mi si annoi con certe dichiarazioni.
— Oggi, infatti... — notò la signora Elena.
— Ah, oggi! Che cos’hai veduto, quest’oggi?
— Non dovrei dirlo, perchè sarebbe un pensare ad alta voce... e potrebbe annoiarti.
— No, parla, te ne prego. Non crederai già che la mia insofferenza per certi discorsi si estenda anche a te!