— Dirò, dunque, — ripigliò la signora Elena, ringraziando Camilla con un lieve cenno del capo, — che stamane tu avevi l’aria di trattare molto bene il contino Anselmi, e che subito, entrando da Birindelli, hai incominciato a trattarlo assai male. Almeno se si deve giudicare dal suo contegno, che era proprio d’uomo avvilito, a cui non basta più l’allegria sforzata, nè la filosofia naturale, per apparire tranquillo.

— Ah, l’ho trattato male? — ripetè la signora Camilla. — Non me ne sono avveduta. Prendo e lascio con tanta facilità! E questo ti provi che non dò nessuna importanza ai nostri bei cavalieri; peggio per loro, se, da qualche frase buttata là per chiasso, traggono argomento a sperare Dio sa che cosa! Può anche darsi, — soggiunse Camilla, tornando al fatto, — che il contino mi abbia seccata. Anzi, mi pare di ricordarmi... Sì, mi ha detto qualche cosa che m’ha dato noia. Ma quello è un uomo che non ci ritorna più. Non avrà avuto filosofia quest’oggi, perchè sarà escito senza la sua provvista quotidiana; ma vedrai che ne avrà una provvista doppia, domani. È, dopo tutto, un uomo gentile ed un compagno prezioso. Ne convieni?

— Eh, sì; — fece la signora Elena, dividendo la sua frase in due tempi. — Aldo De Rossi ne è molto geloso; — soggiunse poscia, per richiamare all’argomento la sua interlocutrice.

— Geloso! E con quale diritto? — gridò la signora Camilla. — Mi ha egli comprata? Gli ho detto io: sarò la vostra schiava? Io te lo ripeto, Elena; non amo, non amerò mai un uomo che le corteggia tutte ad un modo.

— Tutte! Tutte! — esclamò la signora Vezzosi. — Bisognerebbe che tu incominciassi a citarne qualcheduna.

— Te, per esempio. Ma tu dici di no...

— Lo dico. Con tutte le forze dell’anima mia, te lo dico.

— E non si potrà più insistere; — ripigliò Camilla. — Ma qui dentro, capirai, non si comanda, e qui dentro si potrà anche pensare diversamente. —

La signora Vezzosi stette muta un istante, offesa com’era da quel dubbio e combattuta da due opposti sentimenti, di tristezza e di sdegno. Ma infine si padroneggiò e così mestamente rispose:

— Farai quello che ti parrà, e mi dimostrerai di non avere amicizia per me. Io, credi, ne ho sempre molta per te; ne ho più che non pensi.