L’Alcidiade fece il gesto dell’uomo che non si raccapezza. Ma uno sguardo della signora Elena lo richiamò all’intelligenza della scena.
XIX.
Aldo De Rossi e il contino Anselmi, salutate con gran cerimonia le dame, si allontanarono dall’uscio, e la signora Elena li vide traversare lo stradone per recarsi al Casino.
Il cavaliere Sestavalle salì le scale in compagnia delle signore. Come furono sul terrazzino scoperto che metteva dal primo pianerottolo al corridoio dell’albergo, la signora Elena disse al vecchio Alcibiade:
— Ora scenderete nella vostra camera, e prenderete il primo libro che vi verrà tra le mani.
— Ahimè, donna Elena! — esclamò il Sestavalle. — Se non vi porto l’orario delle strade ferrate!...
— Anche l’orario, purchè me lo portiate tra dieci minuti nel salottino di Camilla.
— Ora che ci penso, — ripigliò l’Alcibiade, — ci ho anche una Guida di Firenze.
— Benissimo; andate e portate la Guida. —
Si entrò nel corridoio. Il Sestavalle scese per una scaletta interna, che metteva alla sua camera; le signore proseguirono verso il quartierino di Camilla, dove Elena voleva far sosta. Gerardo, indettato da sua moglie, propose al presidente gran croce una discesa nella sala di lettura.