— Che, vi pare? Sono un uomo di giudizio.
— E neppure dovete parere troppo curioso. All’occorrenza dovete lasciar credere di non esservi neanche accorto del loro diverbio.
— Benissimo. E poi?
— E poi dovrete correre qua per informarci di tutto; — entrò a dire Camilla. — Non avete capito di che cosa si tratta?
— Ho capito, ho capito, bella signora; — rispose l’Alcibiade. — O piuttosto avevo creduto di capire, laggiù al Rinfresco; ma poi, dopo che si son dati spiegazioni....
— Ah, e voi credete alla commedia delle spiegazioni? Dite piuttosto, cavaliere, che volete calmare i nostri timori.... Ma noi, come vedete, non ci lasciamo abbattere dalla paura, nè ingannare dalle pietose bugie.
— Siete una bella Amazzone; — disse il Sestavalle, infiammandosi. — Andrò, dunque, osserverò, scoprirò ogni cosa, e verrò a darvene ragguaglio. —
Camilla, per quanto poca voglia ne avesse, non potè far a meno di ridere di quell’entusiasmo senile. E porse la sua bella mano all’Alcibiade, che vi stampò un bacio, ma di quelli che s’usavano ancora sotto i cessati governi.
Quasi sarebbe inutile il dirvi di che prendessero a ragionare le due dame, a mala pena rimasero sole. Dovrei io raccontare a voi, lettori di pronto ingegno, che si parlò della lettera di Camilla e che Elena confessò di averla fatta leggere al De Rossi? E che Camilla, dal canto suo, aveva già indovinata la cosa, prima che la confessione di Elena venisse a confermargliela? E che non ne fu niente scontenta? E che la signora Elena si rifece da capo alle sue esortazioni, sacrificandosi nobilmente all’amicizia, con quella intensità di desiderio, con quella profondità di soddisfazione, che tutti abbiamo provata in un giorno della nostra vita, quando ci parve di aver messo d’accordo la voce della nostra coscienza con la felicità del nostro simile? E che la signora Camilla, finalmente.... Ma basta; se no, con l’aria di non volervi dir nulla, vi spiffero ingenuamente ogni cosa.
Sarebbe meglio per me di seguitare l’Alcibiade nelle sale del Casino. Ma tant’è, mi dispiace di abbandonar le signore, e preferisco di cogliere il mio uomo, nel punto in cui egli ritorna dal Casino all’albergo della Pace.